RAIMONDO BARDONI INFLUENCER CREATOR DI SCUOLA DEL FAI DA TE - FOTOVOLTAICO A ISOLA Partita IVA 04874120167
VISUALIZZAZIONI UTENTI
"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."
Scuola del Fai Da Te: L’Energia nelle Tue Mani
La Scuola del Fai Da Te nasce con una missione chiara: trasformare la curiosità in competenza. In un mondo che corre verso la sostenibilità, crediamo che l'autonomia energetica non debba essere un lusso per pochi, ma una possibilità concreta per chiunque voglia imparare a costruire il proprio futuro.
Cosa facciamo?
Non siamo la solita scuola di teoria. Qui ci si sporca le mani (in sicurezza!). Il nostro cuore pulsante è il Corso Pratico di Fotovoltaico Fai Da Te, dove insegniamo a progettare, assemblare e gestire piccoli e medi impianti solari.
Perché scegliere la nostra Scuola?
Approccio Pratico: Dimentica le slide infinite. Passiamo subito all'azione con pannelli, inverter, tester e strutture di fissaggio.
Risparmio Reale: Imparare a installare correttamente un modulo fotovoltaico significa abbattere i costi di manodopera e ottimizzare l'efficienza della tua casa.
Sostenibilità Consapevole: Ti aiutiamo a capire come funziona davvero l'energia pulita, rendendoti parte attiva della transizione ecologica.
Sicurezza al Primo Posto: Il "fai da te" non deve essere "fai a caso". Insegniamo le normative vigenti e le procedure di sicurezza elettrica per lavorare senza rischi.
A chi ci rivolgiamo?
Dallo hobbista che vuole alimentare il capanno degli attrezzi, al proprietario di casa che sogna di ridurre la bolletta, fino a chi desidera semplicemente capire come funziona la tecnologia che sta cambiando il mondo.
"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."
I cibi che aiutano a dimagrire leggere bene.... aiutano a dimagrire... non fanno dimagrire. Questo è un argomento poco facile e tutte le strade che portano alla verità sono lunghe e difficili da trovare, perchè piene di misteri e bugie... Il dio denaro è ovunque specialmente dove c'è business... Il più grande business di tutti è il guadagno sulle persone ignoranti e superficiali. I grandi settori sono salute e benessere. Ogni persona cerca scorciatorie per queste, esaurendo risorse di denaro e tempo... Come disse un pazzo quasi vent'anni fà (Raymond) "il benessere totale è uno stile di vita, è l'insieme di pensieri, azioni, movimenti e interscambio energetico con ogni essere animato e inanimato..." Ecco gli alimenti: l’ananas
Il segreto dell’ananas per la pancia piatta? Il suo alto contenuto in bromelina, un enzima che accelera l’assorbimento da parte dell’organismo delle proteine alimentari (carne, pesce, uova, latticini e proteine vegetali). Per essere efficace, però, va consumato fresco, poiché la bromelina viene distrutta dal calore, ad esempio quando si preparano la conserve. L’ananas contiene inoltre fibre alimentari insolubili, che favoriscono il transito intestinale. Ricette a base d'ananas
il porro
Il porro contiene l’inulina, un polisaccaride appartenente alla famiglia dei glucidi, che aiuta a combattere la ritenzione idrica. È inoltre ricco di potassio e di sodio e favorisce quindi la secrezione biliare e l’eliminazione delle urine. Queste proprietà rendono il porro uno dei vegetali a più alta efficacia diuretica! In cucina usa in particolare la parte verde, ricca di fibre e meno ricca di zuccheri rispetto alla parte bianca. Ricette a base di porri
il peperone
Il peperone aiuta a eliminare parte degli zuccheri e dei grassi prima che vengano assimilati dall’organismo: contiene infatti piccole quantità di capsaicina e di capsinoidi, sostanze dal sapore piccante in grado di stimolare i succhi gastrici. Inoltre, ha pochissime calorie (21 kcal per 100 g) e possiede proprietà diuretiche. Se poi vuoi fare il pieno di betacarotene, un potente antiossidante, porta in tavola il peperone rosso, che ne contiene di più rispetto a quello verde. Ricette a base di peperoni
il tè verde
Uno dei tuoi migliori alleati contro la cellulite è il tè verde! È ricco di antiossidanti, che aiutano a mantenere la tonicità delle cellule e quindi a contrastare la formazione della cellulite. Il tè verde contribuisce inoltre a “destoccare” ed eliminare i lipidi accumulati nelle cellule adipose e limita l’assorbimento dei grassi e dei glucidi. Bevine a volontà!
la mela
Essendo ricca di pectina, una fibra alimentare, la mela favorisce il transito intestinale e stimola l’attività digestiva. Una mela di medie dimensioni contiene, buccia compresa, 3 o 4 g di fibre. Per sfruttare al massimo l’azione delle fibre, mangiala cruda e intera. In più, poiché è un ottimo, spezza-fame e contiene pochissime calorie (54 kcal per 100 g), cerca di sgranocchiarla spesso! Ricette a base di mele
il tofu
Il tofu si ottiene a partire dalla cagliata del latte di soia e ha un alto potere saziante, poiché contiene molte proteine vegetali (11 g per 100 g). Inoltre, apporta 120 kcal ogni 100 g pur essendo povero di grassi, ma... ricchissimo di grassi buoni, ovvero di acidi grassi polinsaturi e in particolare di omega 3. Un ottimo alimento dietetico, quindi, da inserire spesso nel tuo menù!
la ciliegia
La ciliegia favorisce la diuresi e l’attività intestinale; è molto calorica (68 kcal per 100 g), quindi non esagerare! Per eliminare i liquidi puoi bere delle tisane a base di piccioli di ciliegia, ugualmente efficaci contro la ritenzione idrica grazie all’alto contenuto in flavonoidi e sali di potassio. Ricette a base di ciliegie
la cannella
Recenti studi scientifici hanno dimostrato che la cannella aiuta a diminuire la concentrazione di zuccheri nel sangue, impedendo quindi che vengano trasformati in grassi di deposito. Questa spezia ti aiuta inoltre a mettere meno zucchero e condimenti grassi nei cibi, perché li rende molto più gustosi. Utilizzala per insaporire lo yogurt e i formaggi bianchi e prova ad aggiungerla ai tuoi piatti, ad esempio sulle mele cotte al forno. La cannella ti rende bella! la cipolla
La cipolla combatte la cellulite eliminando l’acqua in eccesso e le tossine. La sua azione diuretica è dovuta probabilmente alla ricchezza di inulina presente nel bulbo e all’elevato rapporto potassio/sodio. È inoltre in grado di regolare l’assorbimento degli zuccheri e stimolare l’eliminazione dei grassi. Ti consigliamo di mangiarla cotta: è più digeribile. Ricette a base di cipolle
le alghe
Le campionesse della linea? Le alghe! Hanno pochissime calorie, saziano molto e facilitano il transito intestinale. Le più famose? L’agar-agar, spesso usata al posto della gelatina, il wakamé, che puoi consumare in insalata o nelle minestre, il kombu, di cui spesso si usa quello seccato per insaporire i brodi, e infine il nori, utilizzato per avvolgere il sushi e il maki.
il salmone
e tutti gli alimenti ricchi di omega 3 come sardine e acciughe ci aiutano a tenere sotto controllo l’ago della bilancia.
Fagioli e lenticchie
forniscono energia e proteine, bruciano i grassi corporei e garantiscono un senso di sazietà per molte ore.
Lo yogurt
come tutti i prodotti probiotici, è un vero toccasana da preferire quello magro.
Patate o patate dolci zucchine ,zucche, fagioli e legumi (fagioli soprattutto neri e lenticchie) broccoli cavoli di Bruxelles avocado asparagi:
Le verdure danno un immediato senso di sazietà sono quelle ad alto contenuto di fibre. Ci sono una serie di opzioni diverse e si dovrebbe scegliere quelle che hanno un elevato apporto di vitamine o sostanze nutritive.
Carenza di vitamina D3 è una patologia molto grave , anche se non è
discusso molto spesso . Si riceve questa vitamina principalmente
dall'esposizione al sole. Non è necessario essere al di fuori di tanto,
ma sempre la luce del sole ogni giorno è importante per mantenere i
livelli di D3 . E non è come se non avendo andare fuori semplice
volontà di farvi chiaro : piuttosto , una carenza di D3 può avere gravi
conseguenze , che vanno da osteoporosi al cancro . Per fortuna, ci sono
sintomi si può prestare attenzione a presto per assicurarsi che queste
condizioni più pericolose non si presentano .
alta pressione sanguigna
Se non si ottengono abbastanza vitamina D3 nel vostro sistema , è
possibile sviluppare l'alta pressione sanguigna , che fa a pugni sulla
vostra salute e potrebbe accorciare la vita se non adeguatamente
controllata . Se si ha la pressione alta , il calendario da tempo sotto
il sole per assicurarsi che il vostro corpo può assorbire sia la
vitamina D e calcio in modo adeguato .
Depressione
Umore
depresso è un altro possibile sintomo di una carenza di vitamina D3 .
La mancanza di luce solare può influire negativamente sul tuo umore ,
facendoti sentire il basso e senza speranza , anche se sei in una buona
posizione nella vostra vita .
stanchezza e debolezza
Insieme
con la depressione , stanchezza cronica è un altro sintomo di una
mancanza di vitamina D3 . Senza questa vitamina essenziale , ti senti
svuotato e letargico-come se anche il più semplice dei compiti è davvero
troppo da gestire. Patologie correlate come la fibromialgia può anche
accadere , e può sentire i muscoli deboli e tesa . Rachitismo
Il tuo corpo ha bisogno di vitamina D3 per consentire l'assorbimento
del calcio corretto . Questa vitamina è anche un ormone e si lega con
il calcio in realtà , aiutandola ad essere assorbito nel corpo più
facilmente . Senza D3 abbastanza , non sarà sufficiente ad assorbire il
calcio . E senza abbastanza calcio , si potrebbe sviluppare rachitismo ,
una condizione che provoca ammorbidimento delle ossa . ( Tuttavia,
colpisce soprattutto i bambini ).
dolore osseo
Una mancanza
di vitamina D3 può anche causare grave dolore osseo , in particolare in
corrispondenza delle articolazioni in cui collegare i muscoli alle ossa .
Questo può essere debilitante , vedere immediatamente il medico per
ricevere una diagnosi accurata e piano di trattamento.
Vitamina D bassa nel sangue?
La Vitamina D è correlata alla formazione di grasso
La Vitamina D è
correlata alla patologie metaboliche che riguardano la formazione di
grasso corporeo. Le donne in post menopausa presentano bassi livelli
plasmatici di Vitamina D, le donne che soffrono di osteoporosi hanno livelli insufficienti di Vitamina D.
In Italia è stato condotto uno studio coordinato dall’ospedale Molinette di Torino, ha dimostrato che la Vitamina D è insufficiente nel 76% delle donne italiane.
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Obesity , ha preso in esame la popolazione canadese ed ha dimostrato che le donne con livelli di vitamina D normali erano piu magre e presentavano una minore percentuale di massa grassa rispetto a quelle che li avevano insufficienti.
La produzione di Vitamina D
è correlata ad un adeguata esposizione ai raggi solari di tipo UVA,
tuttavia lo stile alimentare occidentale ha provocato un rapido
abbassamento dei livelli di questa sostanza tanto da creare problemi di
tipo ormonale, penalizzando nell’uomo la virilità, la forza fisica, la
massa muscolare e addirittura incrementando il livello di obesità.
Vitamina D : studi
Per esempio, un recente studio austriaco
(Hormone Metabolic Research, 43: 223-225, 2011) ha dimostrato che la
supplementazione giornaliera di 3000 IU di Vitamina D per un anno ha incrementato il testosterone del 20% e il testosterone libero biologicamente attivo del 17%.
In pratica nei soggetti che soffrono id bassi livelli plasmatici di Vitamina D
è sufficente un integrazione costante per indurre una maggiore
produzione ormonale di testosterone migliorando quindi l’attività
sessuale.
Vitamina D e l’esposizione solare
D’altro canto l’estate ossia il periodo dove si registra un naturale aumento dei livelli di Vitamina D,
grazie alla maggiore esposizione ai raggi solari, è considerata la
stagione degli amori grazie ad una surplus di sano testosterone per
ambedue i sessi.
Gli obesi presentazione una ridotta produzione di Vitamina D
rispetto ai soggetti normo peso e per tanto questa sostanza
interferisce con la funzionalità della leptina, un ormone correlato al
senso di sazietà nel cervello (ipotalamo). La leptina comunica al
cervello il livello di grasso immagazzinato nell’organismo e segnala il
raggiungimento del senso di sazietà.
In pratica possiamo affermare che il soggetto in sovrappeso/obeso che non si espone al sole oppure non prende integratori di vitamina D, può non dimagrire mai e anzi aumentare di peso anno dopo anno. La vitamina D è una vitamina liposolubile così come la vitamina A.
Vitamina D nei bambini
Questo ragionamento è valido anche per i
bambini, se si considera che quelli italiani che stando ai più si
alimentano secondo le linee guida della dieta mediterranea sono i più
obesi d’ Europa. Un ulteriore studio pubblicato sulla rivista American
Journal of Clinical Nutrition realizzato della Michigan University su un
gruppo di 479 bambini con età variabile dai 5 ai 12 anni, è stato
riscontrato i soggetti che presentavano un aumento ponderale del peso
corporeo e della massa grassa erano quelli con i più bassi livelli di
vitamina D. Questi soggetti presentavano quindi i sintomi delle malattie
metaboliche, ossia un maggiore accumulo di grasso addominale ed una
generalizzata tendenza all’aumento di peso corporeo, fattore di rischio
di molte patologie in età adulta.
SINTOMI da carenza di vitamina D
bruciori in bocca ed in gola, diarrea, insonnia, miopia, nervosismo,
osteoporosi, paradontopatie
UTILITA' DEI SUPPLEMENTI DI VITAMINA D
acne, alcolismo, allergie, artrite, cistite, eczema, psoriasi, stress,
rachitismo osteomalacia, aumenta la resistenza alla tubercolosi, protegge
dal tumore colon-rettale e mammario, sembra sia utile per alcuni
tumori, è immunomodulante, attiva i raggi solari essenziali nella cura
della psoriasi, indispensabile per i denti; il calcio e la vitamina D
mantengono forti le ossa in menopausa, prevengono la frattura
del'anca, la Vitamina D è anche una difesa insieme ad altre
vitamine per la depressione, utile in chi soffre di
ulcera , aiuta nella miopia, nella congiuntivite, nel raffredore, nel
morbo celiaco, nella stitichezza, nei vermi, nell'artrite, nelle ulcere
aftose della bocca, nell'epilessia, nella meningite, nei calcoli alla
cistifellea, nella carie, nella infiammazione degli alveoli, nella
piorrea, nei crampi alle gambe, nella sciatica, nella frattura dell'anca,
nell'osteoporosi, nel rachitismo, nella cataratta, nei disordini della
vista nella messa a fuoco, nel glaucoma, nella fibrosi cistica, nella
tetania, nell'acne, nel carbonchio, nell'eczema, nell'herpes zoster, nelle
piaghe da decubito, nella psoriasi, nelle scottature, nelle allergie,
nelle bronchiti, nell'enfisema, nel raffreddore comune, nella tubercolosi,
abbassa il colesterolo, utile nel diabete, nella vaginite, nella febbre,
nella cistite, nell'AIDS, nell'affaticamento, nel cancro, nei dolori alla
schiena, nell'etilismo, nelle febbri reumatiche, in gravidanza,
nell'insonnia, nell'invecchiamento, nello stress.
TOSSICITA' VITAMINA D
I sintomi da ipervitaminosi si manifestano con frequente urinazione,
perdita dell'appetito, nausea, vomito, diarrea, stitichezza,
calcificazione dei tessuti soffici del cuore, dei vasi sanguigni e dei
polmoni, confusione, ipertensione, insufficienza renale, coma, iperattività
nei bambini, si possono avere problemi di accumulo anormale di vitamina D
Lo zinco è un minerale in traccia essenziale, presente
nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro
oligoelemento al di fuori del ferro. Lo zinco è presente in tutti i
tessuti. Gli integratori possono essere sotto forma di solfato di zinco,
acetato di zinco, gluconato di zinco, citrato di zinco, chelato di
zinco, dipicolinato di zinco, aspartato di zinco e orotato di zinco. Il
corpo umano contiene approssimativamente dai 2 ai 3 grammi di zinco. Il
sangue ne contiene circa 900 microgrammi per 100 millilitri.
Lo zinco è conosciuto per le sue proprietà protettive nei confronti
delle malattie e del sistema immunitario. Partecipa al ciclo di Krebs e
alla produzione di energia. Recentemente è stato scoperto che lo zinco
ferma la progressiva diminuzione della vista negli anziani. Si pensa
anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie alla sua
abilità di regolare il testosterone nella prostata.
Lo zinco assolve svariate funzioni. E’ in relazione col
normale assorbimento e con l’azione delle vitamine, in particolare
quelle del complesso B. E’ un elemento costitutivo di oltre 2000 enzimi
preposti alla digestione e al metabolismo ivi compresa l’anidrasi
carbonica, necessaria per la respirazione dei tessuti. Alcuni di questi
enzimi hanno un ruolo nella disintossicazione dall’alcool, nel
metabolismo osseo, nella digestione delle proteine, nella sintesi
dell’RNA, nel trasporto degli elettroni, e nella produzione di energia
aerobica e anaerobica.
Lo zinco è un componente dell’insulina, e fa parte dell’enzima
necessario alla scomposizione dell’alcool. Svolge anche un ruolo
importante nella digestione dei carboidrati e nel metabolismo del
fosforo. Inoltre è importante nella sintesi del DNA, la sostanza
fondamentale dell’esistenza che trasporta tutti i caratteri ereditari e
dirige le attività di ogni cellula. Lo zinco è fondamentale per le
papille gustative e per il funzionamento delle ghiandole sebacee della
pelle (sono quindi conosciute le sue proprietà per la cura dell’eritema
da pannolino e per l’acne) ed è importante per la rimarginazione delle
ustioni e delle ferite.
L’impoverimento dei terreni e la lavorazione degli alimenti
fanno diminuire la percentuale di zinco negli alimenti che consumiamo.
Le migliori fonti di tutti gli oligoelementi nel giusto equilibrio sono i
cibi naturali che non hanno subito processi di lavorazione. Diete
ricche di proteine, prodotti a base di cereali integrali, lievito di
birra, crusca, germe di grano e semi di zucca sono di solito ricchi di
zinco.
Assimilazione ed immagazzinamento
Lo zinco viene rapidamente assorbito nella parte superiore
dell’intestino tenue. Viene assorbita unicamente la quantità di cui il
corpo ha bisogno (40 o 50%), il resto non viene assorbito, e vengono
persi circa 6 mg al giorno. L’assorbimento è minore quando vengono
assunte alte dosi di calcio. Lo zinco, il cadmio, l’argento e il rame
condividono e sono in competizione per gli stessi siti di assorbimento
nell’intestino tenue. Un eccesso di fibre non permette l’utilizzazione
dello zinco perché si combinano al minerale e lo trasportano prima che
venga accettato nei siti di assorbimento.
La via principale per l’eliminazione è il tratto
gastrointestinale attraverso le feci, solo una minima parte viene persa
con le urine. Le riserve maggiori di zinco sono il fegato, il pancreas, i
reni, le ossa e i muscoli volontari. Lo zinco è depositato anche in
alcune parti degli occhi, nella prostata e negli spermatozoi, nella
pelle, nei capelli, nelle unghie ed è presente anche nei globuli
bianchi. Queste riserve non sono facilmente utilizzabili, per cui la
dieta deve contenerne quantità sufficienti per soddisfare il fabbisogno
dell’organismo. Una malattia genetica rara, l’acrodermatite
enteropatica, impedisce l’assorbimento dello zinco.
L’assunzione di grandi quantità di calcio e acido fitico, presenti
in alcuni cereali, può impedire l’assorbimento di zinco. Se l’assunzione
di calcio e acido fitico è alta, bisogna aumentare il consumo di zinco.
Il latte materno favorisce l’assorbimento dello zinco da parte di un
intestino infantile, mentre i latti già pronti con l’aggiunta di zinco
sono meno assorbibili.
Dosaggio e tossicità
Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) raccomanda
un’assunzione quotidiana di zinco per gli adulti di 15 milligrammi.
I
bambini sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I
ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze 12
mg.
Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg
durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10 ai 15
mg al giorno.
Lo zinco è relativamente poco tossico. Tuttavia l’assunzione
prolungata di dosaggi alti ha causato effetti collaterali. A pazienti
più anziani sono state somministrate dosi giornaliere di 660 milligrammi
di solfato di zinco con effetti collaterali minimi. Alcuni hanno avuto
diarrea. Altri sintomi dell’eccesso di zinco sono nausea, vertigini,
perdita della coordinazione muscolare, sonnolenza, fastidi
gastrointestinali, apatia, insufficienza renale, anemia e vomito.
Questi
sono sintomi di reazioni tossiche a breve termine e se si presentano
bisogna ridurre il dosaggio.Perché queste reazioni si presentino, la dose assunta deve
essere superiore ai 2 grammi.
In alcuni studi, la somministrazione
prolungata di dosi alte agli uomini (150 mg al giorno) ha causato la
riduzione del livello di colesterolo HDL, quello buono, mentre una dose
quotidiana di 30 mg non ha dato effetti negativi né in persone attive,
né in quelle sedentarie.
Nelle donne la somministrazione di 100 mg al
giorno ha causato una diminuzione reversibile del livello di HDL per due
settimane.
Massicce assunzioni di zinco possono causare una carenza di
rame, che provoca un aumento del colesterolo LDL, fattore di rischio di
cardiopatie e un metabolismo incompleto del ferro. In caso di assunzione
di grandi quantità di zinco, bisognerebbe aumentare anche l’assunzione
di rame, ad eccezione delle persone colpite dal morbo di Wilson (un
eccesso di rame nel sangue che causa ittero, cirrosi, tremori e disturbi
comportamentali). Anche quando si assumono dosi di zinco tra i 30 e i
50 mg, è consigliabile prendere integratori di rame.
Quando lo zinco viene integrato alla dieta, occorre
ingerire anche quantità maggiori di vitamina A. Effetti da carenza e sintomi
La causa più comune della carenza di zinco è una dieta
squilibrata, (ad alto contenuto di cereali e a basso contenuto di
proteine) benché altri fattori possano concorrere. Per esempio, il
consumo di alcool può causare una carenza in quanto spinge fuori lo
zinco depositato nel fegato e lo elimina attraverso le urine.
Le persone
che rischiano una carenza di zinco sono i bambini in età prescolare,
gli atleti e gli anziani che ne assumono meno del 50% del loro
fabbisogno (e che sono anche soggetti a tutte le altre carenze che si
manifestano con l’invecchiamento).
Tra le altre persone a rischio
troviamo le persone ricoverate in ospedale e la fascia di popolazione a
basso reddito.
Anche nei malati di AIDS e nelle persone colpite da
tumori esofagei e broncogenici, sono stati scoperti bassi livelli di
zinco nel sangue. In Medio Oriente dove la dieta tradizionale è ricca di
diverse varietà di cereali e povera di proteine, la carenza è molto
comune. La geofagia (un disturbo che consiste nel mangiare terra e
sporcizia e che causa una malattia chiamata pica) e la parassitosi
intestinale, contribuiscono alla creazione di una carenza a causa dello
scarso assorbimento.
Le temperature alte della zona favoriscono la
sudorazione, che aumenta l’eliminazione di zinco aggravandone la
carenza.
La carenza grave è rara; tuttavia è possibile che ci sia una
carenza di zinco marginale in alcuni gruppi di popolazione medio
orientale.
Una carenza di zinco è anche causa di stanchezza, di
maggiore esposizione alle infezioni e alle ferite e di diminuita
prontezza mentale.
La carenza di zinco ostacola la produzione di
energia, la sintesi delle proteine, la formazione del collagene e la
tolleranza all’alcool.
I livelli di zinco sono bassi in presenza di
infezioni croniche, malattie renali, cardiopatie, alcuni tumori maligni,
carenza di proteine e alimentazione endovenosa.
La carenza di zinco può causare ritardo nella crescita, ritardata
maturità sessuale e tempi prolungati di rimarginazione delle ferite.
Negli animali carenti di zinco la crescita tumorale è lenta - perché lo
zinco è essenziale per tutti i tipi di crescita.
Una carenza di zinco,
rame e vanadio, può portare all’aterosclerosi e aumentare la
vulnerabilità alle infezioni.
Smagliature della pelle e macchie bianche
sulle unghie possono essere sintomi di una carenza di zinco.
Altri
sintomi di carenza possono essere unghie e capelli fragili, mancanza di
pigmento nei capelli, cicli mestruali irregolari nelle donne
adolescenti, impotenza maschile giovanile e dolori alle ginocchia e
all’articolazione dell’anca negli adolescenti.
L’esaurimento cronico
dello zinco può predisporre le cellule del corpo al cancro.
Il cadmio, un minerale tossico, ha un ruolo importante
nelle carenze di zinco. Assunzioni elevate di cadmio accentuano i segni
di una carenza di zinco e il cadmio si deposita nell’organismo in
assenza di zinco.
Questo crea una situazione dannosa che può essere
capovolta aumentando il consumo di zinco. Anche gli agenti chelanti,
usati per eliminare l’eccesso di rame dal corpo portano via lo zinco che
deve essere poi sostituito.
La carenza di zinco causa nanismo negli esseri umani. Tale carenza
apporta anche cambiamenti dannosi nella misura e struttura della
prostata, che contiene più zinco di qualsiasi altra parte del corpo
umano.
Nei casi di disturbi alla prostata, in particolare il cancro alla
prostata, i livelli di zinco nella ghiandola scendono. Alcuni tipi di
sintomi di carenza sono reversibili, come per esempio la degenerazione
della ghiandola prostatica, della vescicola seminale e dello sperma,
mentre la degenerazione testicolare non lo è.
Anche piccole carenze di
zinco provocano una diminuzione dell’interesse sessuale, una minore
concentrazione di spermatozoi e impotenza.
James A. Halstead e J. Cecil Smith Jr. dello Trace Element
Research Laboratory, Washington, D.C., hanno condotto interessanti studi
sullo zinco. Essi hanno riscontrato bassi tassi di zinco nel plasma
sanguigno di persone affette da cirrosi alcolica, altri tipi di malattie
del fegato, ulcere, attacchi cardiaci, mongolismo e fibrosi cistica.
Anche le donne incinte e quelle che prendevano contraccettivi orali
presentavano bassi tassi di zinco nel loro plasma sanguigno.
La nausea
tipica della gravidanza può essere un segno di bassi livelli di zinco e
vitamina B6.
I ratti in gravidanza con carenze di zinco presentavano
un’alta percentuale di aborti o di piccoli malati alla nascita. Parte di
questa progenie era anche ritardata mentalmente o presentava forti
ritardi nell’apprendimento.
Gli animali carenti mostravano difficoltà di
apprendimento e comportamento aggressivo. La carenza di zinco provoca
anche aborto spontaneo e minore crescita fetale.
Gli organi influenzati
sono il cervello, lo scheletro, gli occhi, il cuore, il tratto
gastrointestinale e i tessuti polmonari. Gli effetti della carenza sono
maggiori duranti la crescita.
Un’eccessiva eliminazione di zinco si manifesta nella
leucemia e nella malattia di Hodgkin, ma di questo fenomeno non si
conoscono le cause.
Una carenza di zinco viene caratterizzata da
stanchezza insolita che può causare una perdita della normale
sensibilità del gusto, scarso appetito, maggiore incidenza di infezioni e
crescita inferiore ai livelli ottimali.
L’alterazione del metabolismo
dello zinco nella malattia di Crohn, la dialisi renale, la fibrosi
cistica, le ustioni e l’uso della penicillamina possono causare diversi
cambiamenti del gusto all’interno della bocca.
Il paziente che presenta
una deficienza di zinco ha problemi di circolazione e tendenza agli
svenimenti; per questo motivo devono essere prese particolari
precauzioni in caso di anestesia e di operazioni chirurgiche. Queste
persone possono essere inclini agli shock e a emorragie.
Effetti benefici nelle malattie
Lo zinco potrebbe avere un ruolo nella protezione dal
cancro e favorisce la cicatrizzazione delle ulcere gastriche.
L’assunzione di integratori di zinco mantiene sano il sistema
immunitario e sarà di giovamento nel processo di invecchiamento.
I
linfociti T-helper, che combattono le infezioni, aumentano con
l’assunzione dello zinco, fattore particolarmente interessante per i
malati di AIDS.
Lo zinco ha la capacità di fermare una malattia degli
occhi chiamata degenerazione maculare, che causa cecità irreversibile
negli anziani.
Lo zinco aiuta a eliminare i depositi di colesterolo ed è
stato usato con successo nel trattamento dell’aterosclerosi.
Lo zinco può contribuire ad una rapida rimarginazione delle
cicatrici interne (incluse le ulcere) ed esterne o di qualsiasi danno
alle arterie.
Lo zinco aiuta ad alleviare i sintomi dell’artrite
reumatoide.
Il morbo di Wilson viene curato
meglio con lo zinco rispetto alla penicillamina, perché il minerale non
è tossico.
Lo zinco può aiutare a prevenire o accorciare raffreddori
(se preso alla comparsa dei primi sintomi) e può migliorare la vista
notturna e l’odore del corpo.
Si ritiene che la causa dell’acne vulgaris
(quello degli adolescenti) sia una carenza di zinco.Il disturbo è
stato curato con successo con la somministrazione di integratori di
zinco.
Lo zinco può favorire la ricrescita dei capelli nelle persone che
soffrono di alopecia areata totalis (totale mancanza di peli nel
corpo).
Anche gli anziani che hanno disturbi del gusto possono trarre
giovamento dall’assunzione di zinco, anche se le cause di questo
disturbo possono essere molteplici.
Lo zinco dà risultati positivi nella prevenzione e nel
trattamento della sterilità.
Favorisce anche lo sviluppo e la maturità
degli organi sessuali.
Sono state raccomandate alte dosi di zinco per la
prevenzione e il trattamento dell’ingrossamento della prostata.
La somministrazione di zinco può dare sollievo a quei pazienti
affetti da morbo di Hodgkin e da leucemia. Viene anche usato nel
trattamento della cirrosi epatica e dell’alcolismo.
Lo zinco è efficace
per la cura del diabete grazie ai suoi effetti regolatori sull’insulina
nel sangue. Si è riscontrato che l’aggiunta di zinco all’insulina
prolunga il suo effetto sullo zucchero del sangue.
Un pancreas diabetico
contiene solo circa la metà dello zinco di un pancreas sano (vedi
diabete nella Parte V).
LO ZINCO PUO’ ESSERE EFFICACE NELLA CURA DELLE SEGUENTI MALATTIE:
Le glicogenosi sono un gruppo di malattie metaboliche rare che colpiscono un bambino su 100.000 nati, e può manifestarsi anche in età avanzata.
Sintomi Le diverse forme di glicogenosi sono accomunate sul piano clinico dal fatto di presentare sintomi a carico dell'apparato muscolare (affaticabilità, ipotonia, ipotrofia, dolore ecc.) soprattutto durante l'esercizio fisico prolungato ma, talora, anche nella normale vita quotidiana. Accanto ai sintomi muscolari, se ne descrivono molti altri, a seconda degli organi danneggiati in quel tipo specifico di glicogenosi: sintomi da insufficienza cardiaca, epatica, respiratoria ecc.
Sono dovute alla carenza o al deficit funzionale di uno degli enzimi coinvolti nel metabolismo del glicogeno, il polisaccaride che funge da deposito e da riserva per le molecole di glucosio, che l'organismo utilizza prontamente in caso di bisogno di energia.
Un accumulo di glicogeno nei tessuti (fegato, muscoli, rene, cervello) provoca gravi alterazioni organiche. Le persone affette da glicogenosi, non potendo utilizzare i propri depositi di zuccheri, sono costrette a mangiare continuamente sia di giorno che di notte per evitare di cadere in ipoglicemia, con possibile insorgenza di convulsioni e coma, pertanto richiedono una continua e attenta sorveglianza.
GSD tipo I: è una forma severa che colpisce 1/centomila abitanti, l'enzima mancante è il G6P-fosfatasi presente solo nel fegato; i soggetti affetti da questa patologia non possono resistere al digiuno, andando incontro velocemente ad una crisi ipoglicemica. il G6P-fosfatasi è l'unico enzima in grado di convertire il glicogeno in glucoso, è l'unico enzima del glicogeno all'interno del reticolo endoplasmatico, è presente solo nel fegato e in piccole percentuali nel rene, idrolizza anche il carbamil fosfato e il pirofosfato, si forma nel citosol e un trasportatore lo veicola al RE. Tuttavia in alcune glicogenosi di tipo I il G6P-fosfatasi può essere presente ma viene a mancare il trasportatore di questo che lo veicola al RE. I sintomi che caratterizzano questo tipo di glicogenosi sono: ipoglicemia a digiuno, epatomegalia (dovuta ad un aumento del glicogeno nel fegato), ritardata crescita nell'adolescenza, iperlipidemia con possibile steatosi, aumento dei corpi chetonici e un aumento degli acidi grassi in circolo (perché l'ipoglicemia induce iperinsulinemia). Esistono forme diverse di glicogenosi di tipo I:
Ia dove è assente l'unità catalitica di G6P-fosfatasi;
IaSP dove manca una proteina che stabilizza l'enzima;
Ib manca il trasportatore per il RE;
Ic manca il trasportatore di Pi e PP;
Id manca il trasportatore del glucoso dal citosol al reticolo.
GSD tipo II: l'enzima mancante è l'alpha1-4glucosidasi, questo enzima non è specifico per il glicogeno ma idrolizza anche i legami del maltoso (disaccaride costituito da due molecole di glucoso con legame alpha1-4glucosidico) e tutti gli altri materiali aventi questo tipo di legame. l'accumulo si presenta a carico di tutti i tessuti ma soprattutto a livello del fegato e del muscolo scheletrico. Non si riscontrano alterazioni dell'omeostasi glicemica. Esiste una forma infantile severa caratterizzata da cardiomegalia, ipotonia muscolare ed epatomegalia, in questo caso il decesso del paziente si riscontrerà entro i primi 2-3 anni di vita.
GSD tipo III: riproduce anche se in forma più lieve i sintomi di quella di tipo I. L'enzima mancante è l'enzima deramificante, quindi il glicogeno riesce ad essere degradato solo parzialmente e il quantitativo di glucoso liberato sarà ridotto. Si instaura un aumento di glicogeno epatico e muscolare, caratterizzato da numerose ramificazioni e catene laterali molto corte. È necessario seguire una dieta controllata.
GSD tipo IV: è tra le più rare di tutte le glicogenosi, l'enzima mancante è l'enzima ramificante (glucosil4-6transferasi), l'assenza i questo comporta una sintesi anomala di glicogeno con scarse ramificazioni e quindi poco solubile. Le manifestazioni cliniche sono: epatomegalia, cirrosi con ipertensione portale, ipotono muscolare e morte nei primi 2-3 anni di vita. È una patologia multi sistemica, quindi, il trapianto di fegato a lungo termine non è ancora noto.
GSD tipo V: deficit di fosforilasi muscolare, malattia di McArdle si manifesta in individui nella seconda-terza decade, in soggetti che presentano una storia di mioglobinuria, dolori e crampi muscolari.
X-Linked: con un deficit dell'attività fosforil.chinasica del fegato; Autosomica: o con deficit dell'attività fosforil-chinasica a carico di fegato e muscolo o con deficit dell'attività fosforilasica del fegato.
GSD tipo VII: deficit di fosfofruttochinasi muscolare, malattia di Tarui, il compito di questo enzima è quello di convertire il F6P in F1,6BP. È un enzima chiave nella regolazione della glicolisi. Manifestazioni cliniche sono: affaticamento muscolare e intolleranza all'esercizio fisico.
GSD tipo VIII: caratterizzata dalla presenza dell'enzima fosforilasi epatica ma in forma inattiva. Manifestazioni cliniche sono: epatomegalia presente dalla prima infanzia e progressiva cerebropatia degenerativa.
I tipi I, II, III sono le forme più frequenti, coprendo più del 90% dei casi. I soggetti affetti da glicogenosi devono alimentarsi almeno due volte durante la notte. Ciò comporta un sonno non sereno né per loro né per i loro genitori o chi gli sta accanto. Per ovviare a ciò può essere utilizzata la nutrizione enterale notturna, che consente al piccolo di riposare serenamente. Ciò richiede l'applicazione di un sondino naso-gastrico, cioè un tubicino che attraverso la narice raggiunge lo stomaco del paziente. Il sondino va poi collegato con un raccordo a una pompa che spinge per tutta la notte una miscela di latti speciali, evitando in questo modo l'ipoglicemia.
Terapia
Per curare la glicogenosi bisognerebbe correggere il difetto enzimatico della persona affetta da questa malattia.
Terapia consigliataRallentare l'attività fisica e adottare una dieta iperproteica.
Collegamenti esterni
L'Associazione Italiana Glicogenosi (A.I.G.), con sede ad Assago (Milano), sta cercando di reperire dei fondi per la ricerca anche grazie all'aiuto di alcuni benefattori.
La ritenzione idrica è un problema frequente soprattutto tra ragazze giovani. Può essere particolarmente accentuato nel periodo premestruale o durante l’assunzione della pillola (estroprogestinici).
La ritenzione causa una spiacevole sensazione di gonfiore alle gambe e inestetismi a buccia d’arancia. Gli integratori drenanti aiutano i reni ad eliminare acqua in eccesso e risolvere il problema. Fisiologicamente le donne tendono adaccumulare liquidi per effetto degli ormoni sessuali femminili (estrogeni).
TROFISMO DEL MICROCIRCOLO
• Rusco • Mirtillo nero Favoriscono la normalizzazione della permeabilità capillare e l'aumento della resistenza microvascolare.
RISTAGNO DEI LIQUIDI •Ananas • Pilosella • Carciofo • Aceto di mele • Cicoria Piante dalle importanti proprietà depurative, diuretiche, antiedemigene e antinfiammatorie, combattono attivamente la ritenzione dei liquidi dimostrandosi particolarmente preziose nel trattamento degli inestetismi della cellulite. PELLE A BUCCIA D'ARANCIA • Centella asiatica Favorendo la circolazione degli arti inferiori e la produzione di collagene, facilita la riparazione dei tessuti flaccidi e imbibiti contrastando gli inestetismi tipici del tessuto cellulitico.
CUSCINETTI •Tè verde •Cannella Hanno un'elevata capacità di attivare la termogenesi, contribuendo così alla riduzione degli accumuli adiposi localizzati.
- Ananas, gambo: in estate i prodotti fitoterapici drenanti a base di gambo di ananas sono largamente impiegati, per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica perché contengono principi attivi ad azione fibrinolitica i quali, andando ad agire a livello dei vasi sanguigni, riducono la vasodilatazione e l'eccessiva permeabilità dei capillari, attenuando le infiammazioni o i dolori localizzati. In particolare è grazie alla bromelina, che l’ananas svolge un’azione decongestionante, che favorisce il drenaggio. Mentre la presenza di acidi organici conferisce alla pianta proprietà diuretiche capaci di stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso, accumulatisi nel tessuto sottocutaneo.
- Betulla, linfa: quando la ritenzione idrica è causata dacure farmacologiche, terapie cortisoniche o ormonali, iperuricemia e ipercolesterolemia questa pianta è il rimedio ideale. La sua azione, infatti, è rivolta al nostro sistema linfatico, che utilizza la potente azione drenante della linfa dell’albero (che raggiunge i 30 m. di altezza) per depurarsi dalle tossine in eccesso, che trattengono i liquidi. Il migliore impiego terapeutico della linfa di betulla è quello riguardante il trattamento della cellulite, perché riduce nettamente l'impastamento e la componente dolorosa, ed elimina i liquidi ristagnanti nei tessuti.
- Pilosella: è principalmente un potente diuretico, che raddoppia il volume dell’urina, e perciò in fitoterapia viene utilizzata nel trattamento degli inestetismi della cellulite, gonfiore alle caviglie, edemi degli arti inferiori, ritenzione idrica specie se conseguente a disordini alimentari o trattamenti farmacologici. Grazie a quest’azione drenante si favorisce l’eliminazione delle tossine.
- Tè verde l’azione detossinante si esplica attraverso la diuresi. La pianta aiuta ad eliminare le scorie metaboliche come grassi e zuccheri, mediante il drenaggio dei liquidi. L’assunzione è perciò consigliata in caso di ritenzione idrica, cellulite e infezioni delle vie urinarie come la cistite.
I cibi drenanti più indicati contro la ritenzione idrica sono quelli ricchi di acido ascorbico, una sostanza meglio nota come vitamina C, deputata a proteggere i capillari sanguigni. Tra i cibi particolarmente ricchi di acido ascorbico ritroviamo numerosi frutti freschi tra cui agrumi, ananas, kiwi, fragole e ciliegie e alcuni tipi di verdura come la lattuga, il radicchio e gli spinaci.
Non possono non esser menzionati anche gli ortaggi; pomodori, cavoli, cavolfiori e peperoni sono tutti cibi drenanti ideali per combattere ed eliminare i liquidi in eccesso. Ma se questa lista di cibi drenanti non fosse sufficiente ad arricchire la vostra tavola, ricordate che esistono molti altri alimenti che in test e studi clinici hanno dimostrato la loro efficacia contro la ritenzione idrica.
Drenanti e Anticellulite
Ecco le 10 mosse consigliate contro gli inestetismi della cellulite:
1. Limitate sale e grassi di origine animale, fritti, cioccolata e formaggi grassi; prediligete frutta e verdura fresca, carne magra o pesce, latte magro.
2. Evitate o limitate al massimo il fumo.
3. Evitate indumenti attillati e calzature con tacco alto.
4. Bevete acqua naturale, meglio se lontano dai pasti.
5. Fate un'attività fisica dolce come camminare, fare scale, nuotare.
6. Utilizzate regolarmente buoni prodotti per il corpo ad azione idratante, tonificante e rassodante.
7. Evitate bevande alcoliche.
8. Sottoponetevi periodicamente ad un massaggio di linfodrenaggio.
9. Evitate di stare seduti o in piedi per lungo tempo.
10. Tenete sotto controllo il peso.
Brevi norme dietetiche aggiuntive -
- Prima regola ridurre i carboidrati. Un'alimentazione ricca di carboidrati aumenta la ritenzione di sodio nei tessuti. La riduzione dei carboidrati facilita ed aumenta l'attività dei trattamenti naturali volti ad aumentare la diuresi. Infatti, l'organismo immagazzina anche 2,7 grammi di acqua per ogni singolo grammo di glicogeno. Acqua che tralascia disgregando queste riserve. - Ridurre drasticamente il sodio e assumere alimenti ricchi di potassio. - Riequilibrare l'acidità tissutale e sfiammare i tessuti con prodotti alcalinizzanti. - Evitare gli alimenti acidificanti. - Bere molto, ogni giorno e tra i pasti. - Il movimento aiuta moltissimo. E' importante che faccia flettere bene le ginocchia come quando si cammina lungo un pendio, salendo le scale...
Purtroppo sembra che i lavori domestici stanchino, ma non apportino benefici alla circolazione. L’attività fisica è di grande aiuto perché mantenendo tonica la muscolatura favorisce una buona circolazione, altro elemento indispensabile per evitare il ristagno dei liquidi. L'EFFETTO E PER SEMPRE.(Affidarsi a un buon istruttore o personal trainer per risultati sicuri e a breve termine)
Consigli della nonna
In una bacinella d'acqua calda fate sciogliere un cucchiaio di sale grosso ed uno di bicarbonato, poichè aiutano ad eliminare i liquidi che ristagnano nei tessuti: immergete i piedi per circa 3/4 minuti.
Dopo averli asciugati potete effettuare un massaggio con una crema rinfrescante al mentolo: partite dalla punta delle dita dei piedi e massaggiate fino ai polpacci.