RAIMONDO BARDONI INFLUENCER CREATOR DI SCUOLA DEL FAI DA TE - FOTOVOLTAICO A ISOLA Partita IVA 04874120167
VISUALIZZAZIONI UTENTI
"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."
Scuola del Fai Da Te: L’Energia nelle Tue Mani
La Scuola del Fai Da Te nasce con una missione chiara: trasformare la curiosità in competenza. In un mondo che corre verso la sostenibilità, crediamo che l'autonomia energetica non debba essere un lusso per pochi, ma una possibilità concreta per chiunque voglia imparare a costruire il proprio futuro.
Cosa facciamo?
Non siamo la solita scuola di teoria. Qui ci si sporca le mani (in sicurezza!). Il nostro cuore pulsante è il Corso Pratico di Fotovoltaico Fai Da Te, dove insegniamo a progettare, assemblare e gestire piccoli e medi impianti solari.
Perché scegliere la nostra Scuola?
Approccio Pratico: Dimentica le slide infinite. Passiamo subito all'azione con pannelli, inverter, tester e strutture di fissaggio.
Risparmio Reale: Imparare a installare correttamente un modulo fotovoltaico significa abbattere i costi di manodopera e ottimizzare l'efficienza della tua casa.
Sostenibilità Consapevole: Ti aiutiamo a capire come funziona davvero l'energia pulita, rendendoti parte attiva della transizione ecologica.
Sicurezza al Primo Posto: Il "fai da te" non deve essere "fai a caso". Insegniamo le normative vigenti e le procedure di sicurezza elettrica per lavorare senza rischi.
A chi ci rivolgiamo?
Dallo hobbista che vuole alimentare il capanno degli attrezzi, al proprietario di casa che sogna di ridurre la bolletta, fino a chi desidera semplicemente capire come funziona la tecnologia che sta cambiando il mondo.
"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."
Sebastiano Sessa Personal Trainer del benessere - Regione Sicilia
Incaricato alle Vendite Amway #5041948
"L'UOMO PUO' RAGGIUNGERE UNO STATO DI SALUTE OTTIMALE...
....SOLO QUANDO TUTTI GLI AMBITI DELLA SUA VITA SONO.....
..... IN PERFETTO EQUILIBRIO- CORPO E SPIRITO!"
"TRAINING PERSONALIZZATO"
PERSONAL TRAINER
SEBASTIANO SESSA
IN COLLABORAZIONE CON RAYMOND BARD PERSONAL TRAINER LOMBARDIA E RICERCATORE SCIENTIFICO ITALIANO AUTONOMO SENZA PADRONI.
SU DI ME:
MI
INTERESSO APPROFONDITAMENTE DELLA NUTRIZIONE, DOVE HO PARTECIPATO E
PARTECIPO TUTT'ORA A VARI CORSI,MASTER, SEMINARI CHE MI HANNO PERMESSO
DI ARRICCHIRE IL MIO BAGAGLIO DI CONOSCENZE PROFESSIONALI SUL SETTORE.
SONO
UN PERSONAL TRAINER,ISTRUTTORE DI GINNASTICA CON TITOLO RICONOSCIUTO
DALL'ENTE SPORTIVO NAZIONALE CONI E ISCRITTO ALL'ALBO NAZIONALE TECNICI.
OFFRO UNA VASTA GAMMA DI INTEGRATORI ALIMENTARI DOVE POSSO CONSIGLIARTI PER SENTIRTI IN FORMA E STARE BENE.
CONTATTAMI.
IL SITO DI UN ITALIANO PAZZO... SVEGLIA IL MONDO... ..... GENIALITA' O PAZZIA ? A OGGI 28 FEBBRAIO 2013
Visualizzazioni di pagine: ultimo mese 21.581 Visualizzazioni di pagine: tutta la cronologia 227.505 Visualizzazioni di pagine per paese Italia 191881 Stati Uniti 13308 Germania 3336 Cina 2391 Svizzera 2384 Ucraina 1999 Regno Unito 1129 Francia 976 Federazione Russa 734 Spagna 380 http://www.raymondbard.com/ Grazie a quei pochi che credono che l'apertura mentale non sia una pericolosa frattura del cranio e neanche follia ... Non rifiutare ciò che non si conosce ancora.... E' apertura Mentale....
Psicologia dello sport e allenamento della mente - Mental training
L'aspetto psicologico è determinante per un atleta.
Le tecniche di mental training possono aiutare l'atleta e possono essere un valido aiuto.
In che modo?
Nelle attività sportive e motorie l'allenamento è il fulcro per il raggiungimento di ogni target che ci si prefigga.
Spesso, alla parola allenamento si associa solo l'attività fisica ripetuta con regolarità, costanza e metodo. Ma lo sport non è solo il rendimento del corpo, anzi, si raggiunge la prestazione massimale solo quando mente e corpo sono coordinati, sono tutt'uno. È necessario che corpo e mente vadano di pari passo in un percorso di miglioramento della performance. Se, infatti, è vero che ogni sport e attività fisica richiedono un corpo che funzioni al meglio e che sia abituato (allenato) a rispondere in maniera adeguata agli stimoli allenanti, è anche vero che ogni sport e ogni attività motoria richiedono spiccate capacità di concentrarsi, di gestire le proprie emozioni, di evitare le distrazioni, di tollerare la frustrazione e l'ansia, di riprendersi da una sconfitta e di saper gestire il momento decisivo.
Ad allenare queste ultime funzioni, interviene, con le sue metodologie e i suoi strumenti, la Psicologia dello sport, che si occupa proprio dei processi e delle conseguenze mentali dell'attivita' fisica e sportiva svolta in contesti competitivi, educativi, ricreativi, preventivi o riabilitativi.
L'esordio ufficiale della Psicologia dello Sport in Italia risale al primo Congresso Mondiale sulla Psicologia dello Sport che si svolse nel 1965 a Roma grazie all'impegno del Prof. Ferruccio Antonelli. Nel resto del mondo la sua evoluzione e crescita ha proseguito soprattutto negli USA e nell'Europa del nord.
La Psicologia dello Sport, da sempre, si propone come disciplina che analizza i processi mentali e gli effetti della pratica sportiva direttamente sulla persona, con l'obiettivo di migliorare la strada verso il conseguimento del benessere e della salute per favorire l'incremento della prestazione sportiva.
Le tecniche del Mental Training
Gli strumenti principali utilizzati da questa disciplina sono riconducibili principalmente alle strategie di tipo cognitivo-comportamentale, tra le quali, le più usate sono il goal-setting, le tecniche di imagery e self-talk, le metodiche di autoregolazione dell'arousal, allenamento della concentrazione e gestione dello stress.
La sistematizzazione di queste e di molte altre tecniche, costruisce un vero e proprio programma di allenamento della mente dell'atleta, che impara progressivamente a conoscere sé stesso ed a gestire ed ottimizzare tutte le sue abilità e caratteristiche. In questo senso si definiscono il mental training e lo sport coaching, che rappresentano un vero e proprio allenamento mentale che aiuta l'atleta a potenziare le proprie capacità, nell'assoluto rispetto dell'integrità psicofisica.
Le strategie cognitivo-comportamentali, sviluppate negli anni 70 e tuttora ampiamente utilizzate, mirano a far acquisire all'atleta le abilità di controllare e comprendere i propri processi mentali ed emotivi, partendo dal presupposto che la gestione o la modifica dei processi cognitivi e degli stati emotivi negativi può contribuire al miglioramento della prestazione. Per realizzare i suoi obiettivi, il Mental training interviene sulle funzioni psicologiche determinanti la pratica motoria basandosi sull'elenco delle abilità mentali di base individuate da Martens, nel 1988:
Controllo Arousal (controllo dell'attivazione)
Con il termine arousal è indicata in psicofisiologia l'intensità dell'attivazione fisiologica e comportamentale dell'organismo. Quando l'organismo deve effettuare una prestazione deve attivarsi, cioè mettere in moto una serie di processi caratteristici dello stato di arousal quali l'aumento della vigilanza e dell'attenzione, l'attività dei muscoli che si preparano allo sforzo ed il cuore e i polmoni che si preparano al dispendio di energia. E' di fondamentale importanza per un atleta saper raggiungere e mantenere il livello ottimale di attivazione psicofisiologica richiesto dalla performance, allenandosi con delle semplici tecniche di attivazione o disattivazione secondo le esigenze.
Self-talk (monologo interiore)
Formulare obiettivi e inserirli in una narrazione interna che escluda l'intervento di pensieri intrusivi e distraenti.
Goal-Setting (formulazione degli obiettivi)
Molte volte gli insuccessi di un atleta sono dovuti ad un'inadeguata scala degli obiettivi da perseguire durante il periodo di allenamento, e questa scarsa capacità di pianificare degli specifici standard di abilità da raggiungere in un compito può compromettere l'esito della stagione agonistica. Il Mental Training aiuta l'atleta a scomporre i grandi obiettivi in sub-obiettivi a breve, medio e lungo termine, sufficientemente difficili (e quindi allenanti) ma raggiungibili, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato (spesso imprevedibile).
Gestione Stress (gestione delle emozioni sotto stress)
Lo stato di stress si verifica quando l'atleta percepisce una discrepanza tra la richiesta ambientale (sfida) e le risorse che egli percepisce di avere a disposizione per affrontare la sfida (livello di abilità). Quando le risorse sembrano non bastare l'atleta metterà in gioco strategie di coping non adeguate che non gli permetteranno di superare la sfida. Anche l'allenatore può essere sottoposto a stress ed essere iper o ipo - attivato come i suoi atleti; si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare o incrementare il livello di attivazione dell'allenatore e degli atleti per permettere una analisi coerente e veritiera delle richieste stressanti e delle competenze in possesso degli sportivi. Fra le tecniche di gestione dello stress annoveriamo lo Stress Inoculation Training, la desensibilizzazione sistematica (EMDR: eye movement desensibilization and reprocessing) e la ristrutturazione cognitiva.
Abilità attentive (anticipazione e concentrazione)
Con il costrutto di Attenzione, in verità, vengono individuate molte componenti del funzionamento cognitivo. Tra queste alcune tra quelle maggiormente coinvolte e determinanti la performance dell'atleta sono: capacità di anticipazione, capacità di elaborazione dei dati da parte del sistema nervoso, capacità di filtrare le informazioni per trattenere solo quelle rilevanti, capacità di gestione delle emozioni, capacità di restringere ed allargare il focus dell'attenzione, capacità di dirigere l'attenzione all'interno ed all'esterno di sé. La concentrazione, in estrema sintesi, è la capacità di focalizzare l'attenzione su un compito per un determinato periodo di tempo, senza che essa venga distolta da fattori distraenti interni (ad es. pensieri negativi) ed esterni (ad es. il rumore della folla). In questo caso si parla di Focusing. Trattando delle abilità attentive non può essere tralasciato, inoltre, il concetto di "preparazione all'azione" (Holender, 1980) ben distinto dalla concentrazione. Il concetto di anticipazione e gli studi che lo hanno riguardato sostengono che lo scopo di un'azione determina la struttura dell'atto motorio. Qualunque azione motoria è anticipata dalla preparazione cognitiva. Questa competenza anticipatoria è una delle tante capacità che fanno parte dello stile attentivo di una persona.
Imagery (capacità di creare e controllare immagini mentali)
Gli atleti vengono progressivamente allenati alla rappresentazione mentale della propria performance,aiutandosi con stimoli immaginativi che coinvolgono tutti i sensi (sinestesia) e favorendo in questo modo un coinvolgimento emotivo e cognitivo. La capacità di visualizzare comprende alcune attività applicabili allo sport, fra cui l'osservazione di altri atleti in azione (dal vivo o videoregistrati) seguita dalla ripetizione immaginata delle sequenze motorie (allenamento ideomotorio); il passo successivo consisterà nell'esecuzione pratica da parte dell'atleta del movimento prima osservato e poi visualizzato. Allenare la propria capacità immaginativa ha anche un forte valore di allenamento delle capacità di attenzione e concentrazione che trova la sua declinazione nel miglioramento della selettività corticale, come evidenziato da Goleman (2003), infatti l'attenzione funzionante ai suoi migliori stansard "implica piccole aree chiaramente demarcate di eccitamento corticale, circondate da aree di inibizione. Quando si verifica una sbavatura nella demarcazione del cervello di eccitazione e inibizione, c'è un passaggio di eccitazione alle aree cerebrali irrilevanti per il compito del momento. La specificità corticale ben regolata, d'altra parte, caratterizza un funzionamento da svegli ben riposati che permette la flessibilità nell'affrontare le domande ambientali con risposte abili e funzionali. La flessibilità neurologica che sottostà al meccanismo dell'attenzione focalizzata permette all'attivazione cognitiva e neurale di cambiare a seconda delle richieste situazionali fluttuanti". La tecnica dell'Imagery, preceduta sempre da una breve seduta di rilassamento, viene anche utilizzata prima della gara come momento di concentrazione e di visualizzazione del percorso.
Rilassamento
Le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività (Inventario corporeo), per gestire situazioni ansiogene o stressanti, sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa e rappresentano già, esse stesse un primo passaggio di allenamento delle competenze attentive. Inoltre, nello specifico la tecnica del Training Autogeno, ha il potenziale di funzionare come Metafora che permette di sperimentare quanto, una giusta focalizzazione sulla performance aiuta ad ottenere il risultato che ci si prefigge.
Incremento della motivazione e dell'autostima
L'acquisizione di fiducia in sè è la vera chiave della motivazione: se l'atleta ha fiducia in sè e in quello che è in grado di fare non solo è motivato, ma accresce le sue probabilità di avere successo. Fino a quando l'atleta cercherà solo nell'ambiente esterno di soddisfare i suoi bisogni di sicurezza, stima ed approvazione, la vittoria gli sfuggirà, poichè il suo senso di identità personale sarà dipendente da fattori esterni di cui avrà bisogno. In questo caso in Psicologia di parla di locus of control: un soggetto con locus of control esterno tenderà ad attribuire le cause di tutto ciò che gli accade all'ambiente fuori da sé; al contrario un soggetto con locus of control esterno tenderà ad attribuire la causa di tutto ciò che gli accade a sé stesso. In entrambe i casi l'intervento del Mental Trainer sarà focalizzato a riportare il sentimento dell'atleta in una direzione di self efficacy equilibrata, arrivando alla comprensione che ciò che mi accade è determinato da cause esterne ed interne che si intrecciano dialetticamente. Il vero miglioramento della performance sta nell'avere una buona competenza di analisi e attenzione, che permetta di far individuare tutte le componenti che causano un evento dipendenti da me e saperle migliorare.
Gestione dell'ansia pre-agonistica
La prevenzione ed il trattamento dell'ansia costituiscono uno dei principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della psicologia dello sport. L'ansia preagonistica è legata all'imminenza di una competizione particolarmente impegnativa e temuta. Le tecniche di gestione dell'ansia pre-agonistica meggiormente usate sono ad esempio il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica, da apprendere sotto la guida dello psicologo dello sport e da esercitare poi autonomamente e regolarmente.
Quando ci si rivolge alle tecniche di Mental Training?
L'allenamento mentale dell'atleta è, quindi, una componente essenziale dell'allenamento sportivo. Senza dubbio si può affermare che un atleta che alleni solo la parte fisica delle sue competenze di performance raggiungerà risultati parziali. Questo il presupposto che fa del Mental Training un pilastro irrinunciabile dell'allenamento motorio dell'atleta che vuole realmente migliorare la sua performance. Esiste una casistica che evidenzia come al Mental Trainer si rivolgano di solito l'allenatore di un Club o di una squadra, lo staff dirigenziale e il singolo atleta, professionista o non. Holm, Beckwith, Ehde e Tinius (1996), hanno dimostrato come un programma comprendente self-talk, imagery e goal-setting, proposto a tennisti di college universitari, contribuisse a determinare una significativa riduzione dell'ansia competitiva. Altri autori, utilizzando programmi di allenamento mentale in diverse discipline sportive, hanno ugualmente riscontrato riduzione dell'ansia e miglioramento della fiducia (Daw e Burton, 1994; Maynard, Smith e Warwick-Evans, 1995; Murphy e Woolfolk, 1987; Weinberg, Seabourne e Jackson, 1981).
Le motivazioni più frequenti per cui è richiesto il Mental Training sono relative ad una posizione in classifica non soddisfacente, difficoltà di attenzione e concentrazione, alla riabilitazione psicofisica del disabile, a rilevanti e controproducenti sintomi riconducibili ad ansia e stress, a problemi di relazione con l'allenatore, o di burn out, di depressione o sintomi psicosomatici dell'atleta, alla vigilia di un importante avvenimento sportivo o ad un semplice desiderio di completare l'allenamento fisico con l'allenamento mentale. Il compito del mental training, in tutti questi casi, è sostenere l'individuo e il gruppo nella gestione delle richieste situazionali dell'attività sportiva, aiutandolo a fronteggiare i problemi sfruttando il proprio bagaglio di conoscenze che possono contribuire al miglioramento della performance e della promozione del benessere e della fitness integrata della persona.
Se sei nato tigre non poi fare la pecora e se sei nato pecora non puoi fare la tigre devi prima diventare una pecora nera - di Raymond bard Personal Trainer e Ricercatore scientifico libero e senza padroni...
"Il morbo di Gehrig li colpisce fino a 12 volte di più gli sportivi : con un terribile sospetto" "Lo studio di due ricercatori italiani su ben 24 mila atleti tra il 1960 e il '96 rivela sconvolgenti ipotesi sul male" "Nel mirino l'uso elevatissimo degli aminoacidi ramificati: influiscono sull'attività del cervello" "Che cos'è la SLA: la sclerosi laterale amiotrofica (Sla) è una malattia degenerativa che interessa il primo e seconmdo motoneurone, porta a una paralisi progressiva dei quattro arti e dei muscoli deputati alla deglutizione e alla parola"
Nell'articolo si spega che lo studio in cui viene formulata tali ipotesi (sottolineo che si tratta solo di un'*ipotesi*, e sottolineo anche che si parla di dosi *massicce* di integratori, non di qualsivoglia apporto di aminoacidi ramificati) è stato condotto da Stefano Belli e Nicola Vanacore, dell'Istituto Superiore di Sanità, e pubblicato sull' "European Journal of Epidemiology".
" 'Ne abbiamo bisogno', dicono i calciatori quando qualcuno, nel peggiori dei casi un magistrato, prova a chiedergli perché consumino dosi massicce di integratori alimentari. " [...] "Secondo Belli e Vanacore, l'eccessiva assunzione di integratori contenenti aminoacidi ramificati, oltre a un uso cronico di in antinfiammatori, giocherebbe un ruolo nella patogenesi della Sla. La chiave sarebbe tutta nel meccanismo di smaltimento degli aminoacidi ramificati e della creatina, ovvero negli enzimi che lo presiedono che presentano un'elevatissima attività nel cervello, seconda soltanto a quella registrata nei muscoli. A sostegno dell'ipotesi, per la quale i ricercatori sperano sia avviato al più presto un progetto sperimentale su modelli animali, Belli e Vanacore citano anche una significativa evidenza clinica. Gli aminoacidi ramificati e il GH sintetico sono stati usati negli anni scorsi in sperimentazioni cliniche su pazienti affetti da Sla, nel tentativo di rallentare l'evoluzione della malattia: ma in Italia un simile esperimento su larga scala, dovette essere interrotto proprio per l'eccesso di mortalità tra i pazienti di Sla trattati con aminoacidi ramificati." "Certo, siamo ancora nel regno delle ipotesi. Di sicuro, e i due ricercatori italiani sono i primi a confermarlo, l'anomalo tasso di mortalità per morbo di Gehrig nei calciatori italiani è dovuta a una serie di fattori, che includono la predisposizione genetica, i microtraumi, l'abuso di farmaci antinfiammatori e chissà cos'altro ancora. Ma in questo micidiale cocktail che ha già ucciso Signorini e tanti altri giovani ex calciatori, gli integratori alimentari potrebbero avere un ruolo importante."
Siamo sicuri che siano i BCAA a causare il morbo di Gehrig e non ben altre sostanze più o meno legali di cui abusano gli sportivi professionisti?
Vi raccomando studiate studiate e studuiate.... Non fermatevi alle soli fonti convenzionali ..... parecchie volte contaminate da ricerche pagate dalle grosse multinazionali.... Fate assidua ricerca ..... in tutti i campi.... e risolverete i problemi e i dubbi....
* Non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada... la felicità è in ogni momento vissuto senza paure.... * La vera felicità sta nella semplicità ed è gratis..... Ma qualcuno creerà degli ostacoli per fartela raggiungere a caro prezzo... * Prendi l’abitudine di cercare il lato migliore nelle persone e in tutto ciò che ti accade... Scoprirai che questo atteggiamento porta all’ ottimismo e alla positività... La realtà è ciò che tu interpreti ... * Se non trovi la Felicità forse è perché la cerchi dalla parte sbagliata, non la vedi o non sai neanche cos'è.... * Senza entusiasmo, non si è mai compiuto niente di grande. Inizia ogni tuo progetto con certezza di vittoria.... * La grandezza della vita si misura da ciò che crei dentro e fuori il tuo corpo....... e non da quanti anni e denari collezioni... * Ci sono cose che spesso non possiamo fare per mancanza di tempo.... di solito sono le più importanti per la nostra esistenza... * Ogni uomo ha un suo compito nella vita, adatto alla sua predisposizione... se non trovi il tuo talento.... vivrai una vita inutile e infelice, servendo gli altri..... * Vivi senza paura come se dovessi morire domani... Impara,costruisci,inventa e ama come se dovessi vivere per sempre... La tua consapevolezza è il premio della vita.... la trasmetterai a chi ti circonda .... ed è eterna....
Alcune malattie muscolari - in particolare
le miopatie metaboliche - possono causare un alterato valore dell'acido
lattico plasmatico, valutato a riposo o nell'ambito di particolari
prove. Nel tessuto muscolare, l'acido piruvico, quando non può
entrare nei mitocondri per essere ossidato, viene trasformato in acido
lattico. Questo permette che la glicolisi, a monte, continui a
trasformare altro glucosio in acido piruvico e così produrre legami
energetici. Un aumento dell'acido lattico - o dell'insieme di acido
lattico e acido piruvico - in generale è indice di un'alterazione
dell'attività mitocondriale, quale si può avere per deficit della
piruvicodeidrogenasi, della piruvicodecarbossilasi, della
citocromo-C-ossidasi o di altri enzimi della catena respiratoria. Queste
anomalie enzimatiche spesso si manifestano come encefalomiopatie, cioè
malattie a prevalente coinvolgimento muscolare e cerebrale. Nel
sospetto di una patologia mitocondriale, se l'acido lattico basale è
normale, si può evidenziare un suo incremento patologico mediante la
"Prova da sforzo aerobico", test nel quale il paziente esegue un
esercizio di venti minuti alla cyclette e viene sottoposto poi a una
serie di prelievi di sangue seriali proprio per dosare l'acido lattico. L'acido
lattico plasmatico può anche essere valutato nella "Prova da sforzo
anaerobico", test in cui il paziente apre e chiude ripetutamente con
forza una mano per un minuto, mentre viene bloccata la circolazione
arteriosa del braccio (e quindi l'apporto di ossigeno) mediante un
bracciale. Una successione di prelievi allo stesso arto viene
eseguita prima e dopo il test: se essi indicano una mancata produzione
di acido lattico, sono segnale di alterazione della glicolisi o della
glicogenolisi. Ne sono esempi le miopatie da deficit degli enzimi
fosfofruttochinasi e miofosforilasi.
Tra Milano e Crema il primo villaggio ecosostenibile in classe A ispirato al cohousing
Nel paese di Pandino, in provincia di Cremona a 30 km da Milano, sta nascendoil primo villaggio ecosostenibile ispirato ai principi del cohousing e agli stili di vita sostenibili, un luogo strategico in cui crescere i propri figli.
"Abitare Nèxus" è un progetto innovativo promosso dall’associazione Ecohousing, un gruppo di famiglie che riunitesi insieme renderà accessibile il sogno di ognuno di noi: abitare una casa di classe energetica A con un basso impatto ambientale, sana, con ridotti costi di realizzazione e gestione, piacevole alla vista, al tatto, all’olfatto e all’udito, in cui gustare la vita con i propri cari e riscoprire il valore della comunità.
L’esigenza di una visione strategica che riconduca il vivere quotidiano ai principi di una sostenibilità ambientale, economica e sociale ha spinto a ripensare alla casa all’interno di un ecosistema composto da famiglie, istituzioni, ambiente e imprese; il risultato è un progetto che garantisce gli spazi privati, favorisce le dinamiche di condivisione e propone un modello di gestione partecipata alternativo al modello di “condominio”.
“Abitare Nèxus non è solo una casa, è un modo di vivere che si pone al di fuori di percorsi tradizionali e che punta a ridurre i costi della filiera immobiliare, a riscoprire il valore della comunità e soprattutto ad educare i figli a un futuro sostenibile rispettando l’ambiente che ci circonda”- dichiara Andrea Seghizzi, Presidente dell’associazione Ecohousing.
L’ambizioso progetto, riservato ad un massimo di 24 famiglie, è realizzato con la collaborazione dello studio di architettura Giancarlo Marzorati e dell'associazioneNascereDonna. Dal mese di marzo 2012 è stata avviata la 3° fase dello studio di fattibilità con l’approfondimento di ulteriori dettagli progettuali e l’inizio della campagna di comunicazione per la raccolta di nuove adesioni.
Per approfondire le caratteristiche del progetto è possibile partecipare agli incontri pubblici dell'Associazione che si svolgono ogni giovedì alle ore 21 presso la biblioteca di Pandinofino al 10 maggio.