Per un attimo ho pensato al caso doloroso della signora Anna Carrieri (www.peacelink.it/editoriale/a/25543.html) che ha perso in un solo giorno l'uso delle gambe, rimanendo paralizzata.
"Il tallio - continua Wikipedia - è anche un sospetto cancerogeno. Proprio a causa della sua tossicità, l'uso di sali di tallio come topicida è stato bandito in molte nazioni".
Il tallio ha tinto di giallo varie storie.
"Fu spesso usato in passato - si può ancora leggere su Wikipedia - per perpetrare omicidi, fino a quando non ne vennero compresi gli effetti e non ne venne individuato un antidoto (il Blu di Prussia). La scrittrice inglese Agatha Christie ne fece l'arma del delitto in uno dei suoi romanzi (Un cavallo per la strega), traendo l'idea dalla sua esperienza di farmacista. Si ritiene che anche la CIA abbia pianificato, ma non portato a termine, un piano per avvelenare Fidel Castro con sali di tallio, che avrebbero dovuto essere messi nelle sue scarpe durante la loro lucidatura. Oltre alla sua morte, l'obiettivo era anche il discredito che sarebbe conseguito dalla perdita della sua caratteristica barba".
E arriviamo ai dati scientifici che Wikipedia evidenzia: "Il contatto con la pelle è pericoloso e, per evitare danni da inalazione, la fusione del tallio deve essere condotta in ambienti sufficientemente ventilati. La concentrazione massima permessa di esposizione a lungo termine (TLV-TWA) ai sali di tallio non deve superare gli 0,1 mg/m3".
Una ricerca condotta da Roberto Gagliano Candela, Anna Pia Colucci, Giuseppe Strisciullo, del Dipartimento di Medicina Interna e Medicina Pubblica dell'Università degli Studi di Bari, ha concluso che in Puglia il tallio è risultato a livelli di concentrazione maggiori del limite consentito.
Vi si legge: "Settantatre campioni di terreno agricolo sono stati raccolti, dal Novembre 2000 al Marzo
2001, in quaranta siti della Puglia seguendo i procedimenti riportati dalla normativa vigente in
Italia. Venticinque siti sono stati scelti in provincia di Bari, uno in provincia di Brindisi, tre in
provincia di Foggia, sette in provincia di Lecce e quattro in provincia di Taranto. I siti di prelievo erano localizzati in prossimità delle principali sorgenti antropiche presenti sul territorio (discariche, fabbriche, inceneritori, industrie metallurgiche, ecc.)".
Il chimico ambientale Federico Valerio fa delle interessanti (e preoccupanti) annotazioni sul tallio: "Uno studio condotto in Germania (Ewers 1988) attribuiva ai cementifici la contaminazione di Tallio di terreni ed alimenti, riscontrati nelle vicinanze di questi impianti. E’ molto probabile che il Tallio, un metallo particolarmente tossico, derivasse dall’uso di ceneri di pirite, uno scarto di lavorazione utilizzato nei cementifici per la produzione di cementi ad alta resistenza. In questi casi la contaminazione da Tallio può coinvolgere sia i lavoratori, nelle cui urine questo metallo è stato trovato a concentrazioni superiori alla media (Schaller, Manke et al. 1980), ma anche la popolazione residente nelle vicinanze dell’impianto (Brockhaus, Dolgner et al. 1981) nelle cui urine e capelli si trovavano concentrazioni di Tallio significativamente più alte che in popolazioni di controllo. L’esposizione a Tallio della popolazione era principalmente dovuta alla contaminazione degli ortaggi coltivati in loco e nella popolazione esposta venivano riscontrati sintomi neurologici riconducibili a questa esposizione".
La questione della pericolosità del tallio va ricondotta più in generale alla questione della pericolosità delle emissioni dei cementifici, che possono essere considerati dei mega-inceneritori e la cui polveri finissime spesso sono sfuggite ad un più approfondito controllo. A questo proposito rinvio a quanto viene puntualmente riferito dal chimico ambientale Federico Valerio nel documento PDF allegato a questa pagina web.
L’inquinamento da metalli è strettamente legato alle attività industriali e di combustione che ne causano la movimentazione nell’ambiente.
Benché siano elementi naturalmente presenti nell’ecosistema, la loro mobilitazione determinata dalle attività umane ne causa l’accumulo nella biosfera e l’ingresso nella catena alimentare con gravi danni per l’uomo, animali e piante.
- In Europa sono registrate e commercializzate 100.195 sostanze chimiche, di cui 10.000 sono vendute in quantità superiori alle 10 tonnellate. L’industria chimica rappresenta il terzo più grande settore europeo, che occupa direttamente 1,7 milioni di persone, ed indirettamente, dà lavoro ad altri 1,3 milioni di persone. Anche se la produzione è dominata da svariate multinazionali di elevate dimensioni, il 96% di tutte le attività in questo settore ( pari a 36000 aziende ) è costituito da piccole e medie imprese (PMI), che per la maggior parte posseggono una competenza nulla o scarsa in campo tossicologico.
- Vi sono 30000 sostanze chimiche registrate all’interno dell’Unione europea che sono normalmente impiegate sul luogo di lavoro: dai negozi di parrucchiere ai cantieri edili, agli uffici, alle tipografie e all’agricoltura.
Livelli di esposizione per forza lavoro e per settore
- Il 21% dei lavoratori dell’Unione europea (155 milioni) - pari a 32 milioni di persone è esposto ad agenti cancerogeni.
- Il 22% dei lavoratori afferma di respirare fumi, vapori, polveri ed altre sostanze pericolose per almeno un quarto dell’orario lavorativo.
- Il 16% dei lavoratori nell’Unione europea maneggia o ha contatto con sostanze pericolose per un quarto dell’orario lavorativo.
- Un numero stimato intorno a 6-9 milioni di lavoratori è esposto ad agenti biologici in settori lavorativi quali i laboratori sanitari e di ricerca, l’industria alimentare, lo smaltimento dei rifiuti e le società biotecnologiche.
- Virtualmente tutti i campi di attività sono esposti in misura diversa a sostanze pericolose, ma i settori a rischio più elevato sono i seguenti:
- agricoltura
- Industria chimica
- Pulizie
- Edilizia
- Industria alimentare
- Lavoro di parrucchiere
- Assistenza sanitaria
- Industria meccanica/officine
- Stampa
- Industria tessile/conciaria
- Raccolta/trattamento dei rifiuti
ALTRE NOTIZIE SUL TALLIO
Due Paesi e una sostanza chimica: l’Italia, la Francia e il tallio. L’allarme internazionale per il rischio di attentati terroristici nelle capitali europee, riguarda soprattutto l’Italia e la Francia. E il rischio, dicono le informative arrivate in questi giorni sui tavoli di tutte le questure italiane, si concentra negli aeroporti e in particolare su una sostanza: il tallio. Si tratta di un metallo molto tossico che in passato ha trovato uso in topicidi e insetticidi, ma vista la sua pericolosità, il suo uso in prodotti di largo consumo è stato bandito in gran parte dei paesi occidentali.
La sua tossicità deriva dalla sua capacità di sostituirsi ad alcune sostanze presenti nell’organismo: principalmente sodio e potassio. Questa sostituzione scombina molti dei normali processi cellulari. Tra gli effetti dell’avvelenamento da tallio rientrano la perdita dei capelli e il danneggiamento dei nervi periferici,attacca l’organismo, raggiungendo in particolare reni, pancreas, milza, fegato, polmoni, muscoli e cervello, ed è in grado di attraversare la placenta.
I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi: tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico.
Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossinanti, a rimuoverli. Senza l’ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all’esterno dell’organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.
- Allumino - Danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria
- Antimonio - Danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco
- Arsenico - Cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle
- Bario - Aumento della pressione arteriosa, paralisi
- Bismuto - Dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea
- Cadmio - Diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici
- Cromo - Danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare, morte
- Rame - Irritazioni al naso, bocca ed occhi, cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni
- Gallio - Irritazione alla gola, difficolta' respiratorie, dolori alla cassa toracica
- Afnio - Irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose
- Indio - Danni al cuore, reni e fegato
- Iridio - Irritazione agli occhi e al tratto digestivo
- Lantanio - Cancro polmonare, danni al fegato. E’Äô presente nei televisori a colori
- Piombo - Frutta, verdura, carni, cereali, vino, sigarette ne contengono. Causa danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficolta' di apprendimento, distruzione del
- sistema nervoso
- Manganese - Coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro
- Mercurio - Distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA
- Nickel - Embolia polmonare, difficolta' respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle
- Palladio - Altamente tossico e carcinogeno, irritante
- Platino - Alterazioni del DNA, cancro, danni all’Äôintestino e reni
- Rodio - Macchie alla pelle, potenzialmente tossico e cancerogeno
- Rutenio - Altamente tossico e carcinogeno, danni alle ossa
- Scandio - Embolia polmonare, minaccia il fegato quando accumulato nel corpo
- Argento - Usato come colorante E174, emicrania, difficolta' respiratorie, allergie della pelle, estremamente concentrato causa coma e morte
- Stronzio - Cancro ai polmoni, nei bambini difficolta' di sviluppo delle ossa
- Tantalio - Irritazione agli occhi, e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore
- Tallio - Usato come veleno per topi, danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi
- Stagno - Irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficolta' ad urinare
- Tungsteno - Danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi
- Vanadio - Disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino
- Ittrio - Altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato
Malattie del sistema nervoso: più 70% in 5 anni»
TARANTO – «Bisognerebbe fare una seria riflessione sull'opportunità dei quattro decreti 'salva-Ilvà prodotti dal Governo e sulla loro utilità, che è indubbia per Ilva (i cui proprietari hanno anche recentemente beneficiato della restituzione delle ingenti somme precedentemente sequestrate), ma foriera di rinnovati danni ambientali e sanitari per Taranto». Lo dice Agostino Di Ciaula, Referente regionale per la Puglia di Isde Italia (Medici per l'Ambiente) commentando le ultime vicende del Siderurgico.
«A Taranto – aggiunge Di Ciaula – i ricoveri per malattie del sistema nervoso sono aumentati di circa il 70% in soli 5 anni. È nota, peraltro, in letteratura, la relazione causale tra queste patologie e l’inquinamento da metalli pesanti, abbondantemente emessi dall’Ilva». Secondo i dati della valutazione di danno sanitario redatta da Arpa Puglia, le emissioni di metalli pesanti in quell'area, fa notare il referente dell’Associazione Medici per l’Ambiente, «resteranno praticamente invariate (se non in alcuni casi incrementate) anche dopo l’applicazione completa dell’Aia, qualora questa dovesse mai realizzarsi. Questo dato, insieme a innumerevoli altre evidenze epidemiologiche, dovrebbe imporre a livello etico, prima che politico, una riflessione sugli interventi del governo».
Un pericolo sottovalutato
I metalli tossici sono dei nemici silenziosi, poiché a causa di negligenza e disinformazione, l’attenzione nei loro confronti è minima.
Lo studio dei metalli tossici e dei loro meccanismi d’azione è spesso completamente ignorato dalla classe medica. La gran parte dei testi di nutrizione, si limita a qualche accenno, senza approfondirli come meriterebbero.
Nella stragrande maggioranza dei casi l’avvelenamento o l’intossicazione da metalli pesanti avviene senza clamori, in assoluto silenzio e senza segnali eclatanti.
E’ un processo lentissimo, che avviene giorno dopo giorno, attraverso più canali (l’aria, l’acqua, gli alimenti, le esalazioni, il contatto con depositi) e che si manifesta sotto forma di disturbi, alterazioni, malattie piccole e grandi.
Inevitabilmente l’attenzione si focalizza su questi sintomi, tralasciando completamente, e colpevolmente, di verificare se i metalli tossici sono in qualche modo in relazione con lo stato di salute. Qualche anno fa la prestigiosa rivista scientifica americana “Lancet” ha pubblicato uno studio che dimostrava una correlazione tra il morbo di Alzheimer ed un accumulo di alluminio nell’organismo. Altri studi invece dimostrano un collegamento tra la sclerosi multipla, l’autismo e la presenza di mercurio; altri ancora il nesso tra cadmio, piombo e sclerosi laterale amiotrofica, altri infine l’effetto nocivo dei metalli pesanti sul sistema immunitario.