L’inquinamento contamina anche il liquido seminale
l’inquinamento contamina anche il liquido seminale
Le sostanze nocive presenti nell’aria sono causa di infertilità. A rischio gli abitanti dei grandi centri urbani.
Per godere di buona salute, oltre ai cibi che ingeriamo bisogna stare
attenti anche alle sostanze che respiriamo. Quando, poi, le sostanze
nocive presenti nell’aria si uniscono alle fibre alimentari le
conseguenze negative si ripercuotono sulla salute sessuale e, in
particolare, sulla fertilità. L’inquinamento ed il contatto con sostanze
nocive, contaminano quotidianamente la nostra capacità riproduttiva,
soprattutto quando si vive in centri urbani di grandi dimensioni.
Gli “interferenti endocrini”. Queste conclusioni
sono il risultato di un progetto di ricerca chiamato “Previeni”, durato 4
anni e pubblicato lo scorso 10 novembre, coordinato dal Professor
Alberto Mantovani e condotto dal WWF insieme all’Istituto Superiore di
Sanità, all’Università di Siena e all’Università La Sapienza di Roma,
con il finanziamento del Ministero dell’Ambiente. Oggetto
dello studio sono stati i cosiddetti “interferenti endocrini”, sostanze
nocive chiamate in questo modo perché capaci di interferire sugli
equilibri dei nostri ormoni e, in particolare, su quelli sessuali e, di
conseguenza, sul liquido seminale. Purtroppo, questi interferenti si trovano ovunque:
- tessuti, tappeti e vestiti;
- pentole antiaderenti e contenitori;
- giocattoli;
- pesticidi, oli e prodotti industriali;
- dispositivi medici;
- auto, pc e televisori;
- alimenti.
Le malefiche sostanze di cui parliamo, capaci di intaccare lo sperma e comprometterne la capacità fecondativa, sono di tre tipi:
- perfluorati, utilizzati nei processi industriali per la produzione di tappeti,stoviglie ecc.
- ftalati, che possono causare disturbi di tipo mentale, emotivo e comportamentale nei bambini;
- bisfenolo, la sostanza più temuta e messo al
bando da una direttiva Europea in vigore dallo scorso marzo. Prima,
il bisfenolo era presente in grande quantità nel policarbonato,
una materia plastica usata per i biberon.
La prevenzione.
Eliminare l’inquinamento è una missione impossibile, ma ridurne il suo
impatto sulla salute, e soprattutto sulla fertilità dello sperma, è
fattibile. Gli esperti del progetto “Previeni” stanno mettendo a punto
un opuscolo guida con indicazioni e suggerimenti sulle sostanze e gli
alimenti da evitare. Nel frattempo, grazie ai dati emersi dalla
ricerca, ecco una serie di indicazioni utili per la prevenzione del
problema:
- Cambiare aria: la popolazione dei grandi
centri urbani è esposta a livelli più alti di inquinamento di quelli dei
centri più piccoli. Si consigliano, dunque, frequenti spostamenti dalle
metropoli verso paesi meno affollati ed inquinati.
- Attenzione durante la gravidanza: la
placenta non è una barriera invalicabile e alcuni interferenti endocrini
si possono trasferire dalla madre al feto. Inoltre, le eventuali
alterazioni non sono sempre visibili alla nascita, ma potrebbero
manifestarsi in età adulta, come nel caso dell’infertilità. Prestare,
dunque, molta attenzione all’alimentazione e alla qualità della vita
durante i mesi di gravidanza.
- Curare l’alimentazione: gli interferenti
endocrini si legano particolarmente bene ai grassi alimentari, primo tra
tutti il latte. Evitare i cibi ad alto contenuto di grassi farà bene
non solo alla vostra dieta ma anche alla vostra salute in generale.
- Preferire sempre il vetro alla plastica:
nella scelta del biberon, per esempio, optare per il vetro in quanto la
plastica tende a deteriorarsi ed il bisfenolo contenuto in essa si
mischia facilmente con il latte e viene ingerito dal bambino.
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