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"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

Scuola del Fai Da Te: L’Energia nelle Tue Mani La Scuola del Fai Da Te nasce con una missione chiara: trasformare la curiosità in competenza. In un mondo che corre verso la sostenibilità, crediamo che l'autonomia energetica non debba essere un lusso per pochi, ma una possibilità concreta per chiunque voglia imparare a costruire il proprio futuro. Cosa facciamo? Non siamo la solita scuola di teoria. Qui ci si sporca le mani (in sicurezza!). Il nostro cuore pulsante è il Corso Pratico di Fotovoltaico Fai Da Te, dove insegniamo a progettare, assemblare e gestire piccoli e medi impianti solari. Perché scegliere la nostra Scuola? Approccio Pratico: Dimentica le slide infinite. Passiamo subito all'azione con pannelli, inverter, tester e strutture di fissaggio. Risparmio Reale: Imparare a installare correttamente un modulo fotovoltaico significa abbattere i costi di manodopera e ottimizzare l'efficienza della tua casa. Sostenibilità Consapevole: Ti aiutiamo a capire come funziona davvero l'energia pulita, rendendoti parte attiva della transizione ecologica. Sicurezza al Primo Posto: Il "fai da te" non deve essere "fai a caso". Insegniamo le normative vigenti e le procedure di sicurezza elettrica per lavorare senza rischi. A chi ci rivolgiamo? Dallo hobbista che vuole alimentare il capanno degli attrezzi, al proprietario di casa che sogna di ridurre la bolletta, fino a chi desidera semplicemente capire come funziona la tecnologia che sta cambiando il mondo. "Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

01 ottobre 2012

UNA PIANTA CONTRO IL CANCRO - GRAVIOLA: 10 MILA VOLTE PIU POTENTE DEL CHEMIOTERAPICO (ADRIAMICINA) SENZA GLI EFFETTI COLLATERALI

GRAVIOLA: 10 MILA VOLTE PIU POTENTE DEL CHEMIOTERAPICO 
 
(ADRIAMICINA) SENZA GLI EFFETTI COLLATERALI


E' una pianta piccola di 8 a 10 mt. di altezza, che cresce coltivata in quasi   tutta l’America tropicale. Ha dei frutti carnosi di 15 a 20 cm. di lunghezza,   dal sapore molto gradevole e che si industrializzano per la preparazione di   succhi, nettari, marmellate, gelati ecc.

Nella medicina tradizionale i suoi   frutti si usano per combattere il rachitismo.

La corteccia radice e foglie le usano per trattare il   diabetes, (in infusione) e anche comeantispasmodico.
 
Le foglie sono anche utili, in cottura, come antidissenterico.

Tuttavia attualmente la sua importanza radica nella   possibilitá di essere utilizzata nel trattamento di certi tipi di cancri, per la   presenza nelle sue foglie di sostanze come le acetogenine, che avrebbero   una attivitá simile a quella di certi prodotti che si usano in   chemioterapia (come la adriamicina), con la qualitá di non   presentare i suoi effetti collaterali.

Le acetogenine, sono sostanze cerose che risultano dalla combinazione di acidi grassi di catena lunga (C32 o C34) con una unitá di 2-propanolo nel carbonio 2 per formare un lattone terminale (detto lattone rimane all’inizio   della catena).

Uno studio realizzato nell’Universitá di Pardue in California, dimostró che le acetogenine possono inibire selettivamente la crescita delle cellule cancerogene e anche inibire la crescita delle cellule del tumore, resistenti all’adriamcina (droga chemioterapeutica), rispettando la integritá delle cellule dei tessuti sani.

In un altro studio realizzato per scopi scientifici della stessa Universitá, si dimostró che le acetogenine della guanabana (graviola) sono estremamente potenti avendo una ED50 (dose letale 50)   di fino 10 – 9 microgrammi per millilitro, risultando avere circa 10000 volte la potenza dell’adriamicina.

Studi realizzati nel 1998 al 2000 per McLaughlin e per Chih HF hanno rivelato che le acetogenine sono inibitrici del complesso I della catena di fosforilazione ossidativa  con la quale bloccano la formazione di ATP; energia che ha bisogno la cellula cancerogena che mette in funzionamento la sua bomba mediata per P glucoproteina, che le permette   mantenersi attiva nelle acetogenine, inibiscono anche la ubiquinone ossidasi, enzima dipendente del NADH che é peculiare nella membrana plasmatica delle cellule cancerogene. Mclaughlin realizzó le sue investigazioni con le acetogenine Bullatacin e Bullatacinone.

Come possiamo vedere le posibilitá di uso terapeutico delle foglie di questa pianta coadiuvando nel trattamento di certi processi maligni, sono molto grandi, ci sono studi preclinici che dimostrano le sua attivitá e in certa forma anche é   avallata per la medicina tradizionale che la usa in casi di tumori maligni superficiali in forma di impiastro delle foglie.

Questa pianta si beve sotto forma di infusioni e solo 2 tazze al giorno, dosi che non devono essere superate.

C’é informazione di importanti successi nel trattamento di certe neoplasie con questa pianta, per lo quale rimane l’aspettativa che con maggiori studi, soprattutto clinici, e la sua diffusione, senza eccedersi nelle dosi raccomandate contiamo con un’altra importante arma terapeutica creata dalla natura per lottare contro questo flagello.  

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