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"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

Scuola del Fai Da Te: L’Energia nelle Tue Mani La Scuola del Fai Da Te nasce con una missione chiara: trasformare la curiosità in competenza. In un mondo che corre verso la sostenibilità, crediamo che l'autonomia energetica non debba essere un lusso per pochi, ma una possibilità concreta per chiunque voglia imparare a costruire il proprio futuro. Cosa facciamo? Non siamo la solita scuola di teoria. Qui ci si sporca le mani (in sicurezza!). Il nostro cuore pulsante è il Corso Pratico di Fotovoltaico Fai Da Te, dove insegniamo a progettare, assemblare e gestire piccoli e medi impianti solari. Perché scegliere la nostra Scuola? Approccio Pratico: Dimentica le slide infinite. Passiamo subito all'azione con pannelli, inverter, tester e strutture di fissaggio. Risparmio Reale: Imparare a installare correttamente un modulo fotovoltaico significa abbattere i costi di manodopera e ottimizzare l'efficienza della tua casa. Sostenibilità Consapevole: Ti aiutiamo a capire come funziona davvero l'energia pulita, rendendoti parte attiva della transizione ecologica. Sicurezza al Primo Posto: Il "fai da te" non deve essere "fai a caso". Insegniamo le normative vigenti e le procedure di sicurezza elettrica per lavorare senza rischi. A chi ci rivolgiamo? Dallo hobbista che vuole alimentare il capanno degli attrezzi, al proprietario di casa che sogna di ridurre la bolletta, fino a chi desidera semplicemente capire come funziona la tecnologia che sta cambiando il mondo. "Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

08 maggio 2013

Nasce la rete del cohousing - Nasce la rete del cohousing a Roma - La sua funzione è quella di coordinare le varie iniziative e sensibilizzare l’opinione pubblica


La sua funzione è quella di coordinare le varie iniziative e sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto vuole fare pressione a livello politico....
Sarà che a Roma la vita è molto dura, gli affitti sono alle stelle, il tessuto sociale è sempre più sgretolato, ma qui molta gente è convinta che vivendo in un cohousing migliorerebbe la qualità della vita, le bambine/i crescerebbero più felici, diminuirebbe lo stress e pure il traffico. Però chiunque abbia provato a realizzare un cohousing con le proprie forze ha visto fallire tutti i tentativi perché il mercato immobiliare è spietato, la speculazione è molto forte e la burocrazia è ottundente. Cosi i vari gruppi si sono organizzati.
Le associazioni già presenti sul territorio ed i vari gruppi informali che stanno cominciano a prendere forma si sono uniti per avere un’unica voce ed hanno creato la Rete per il cohousing. La sua funzione è quella di coordinare le varie iniziative e sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto vuole fare pressione a livello politico, affinché il cohousing venga riconosciuto ed adottato dagli organi amministrativi.  La Rete ha come obbiettivo anche quello di allargarsi e di racchiudere tutte le associazioni esistenti a livello nazionale. A Roma è riuscita a raggiungere alcune importanti conquiste.
I primi risultati
Un primo successo si è avuto nel gennaio 2009, quando il consigliere comunale Giulio Pelonzi ha inserito il cohousing all’interno del Documento di Programmazione Finanziaria (DPF) del PD definendolo come “progetto pilota, una sperimentazione che il Comune potrebbe portare avanti a livello non solo cittadino ma anche regionale e nazionale”. A seguito di ciò il Comune di Roma ha voluto approfondire l’argomento ed ha incaricato l’Associazione MIDA, specializzata in pratiche di vita sostenibile, di redigere uno studio sulla fattibilità legislativa ed economica di un cohousing nell’area metropolitana di Roma.
Lo studio è stato presentato il 15 dicembre in Campidoglio offrendo suggerimenti e strumenti pratici  all’amministrazione e alle addette/i ai lavori per poter agire concretamente. “Abbiamo approfondito l’aspetto pratico della realizzazione e cioè le norme urbanistiche, la legislazione esistente in merito e le formule di approvvigionamento finanziario, con tanto di esempio pratico di un progetto su di un’area esistente” spiega Mauro Furlotti presidente dell’Associazione. ”Vogliamo che questa iniziativa abbia un carattere sì divulgativo, ma anche propositivo e pratico, per questo abbiamo invitato non solo i rappresentanti delle istituzioni ma anche i costruttori.”
Inoltre, a Novembre del 2009 è stato emanato un Bando del Comune di Roma per la Riqualificazione degli Immobili agricoli (PRIA) (www.comune.roma.it/ Dipartimenti e altri uffici/Dipartimento III/) nel quale il cohousing è stato inserito come intervento migliorativo a livello sociale. Nell’assegnazione dei punteggi, nel caso in cui le proprietarie/i stipulino un accordo preventivo documentato con “associazioni di cohousing” otterranno un punto in più. Il Bando mira a riqualificare le aziende agricole dell'agro romano ed a reperire alloggi in affitto a canone basso all'interno degli edifici attualmente inutilizzati presenti nelle aree agricole per i quali sarà possibile ottenere un cambio di destinazione d’uso a residenziale. Questa iniziativa risolverà in parte il problema dei gruppi di reperimento dell’immobile, ma le limitazioni sono molte: i membri non avranno la possibilità di comprare casa e per poter accedere all’affitto calmierato dovranno rispondere ai requisiti propri dell’housing sociale (tetto di reddito, impossibilità di accedere al libero mercato etc). Inoltre nel bando non viene specificato cosa si intende per associazione di cohousing, il che potrebbe portare a disguidi ed inganni di vario tipo. In generale poi vi sono molte perplessità rispetto alle ripercussioni che il bando avrà sul territorio: c’è infatti chi vi legge un ennesimo saccheggio dell’agro romano, guidato da interessi speculativi piuttosto che da una pianificazione ragionata.

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