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"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

Scuola del Fai Da Te: L’Energia nelle Tue Mani La Scuola del Fai Da Te nasce con una missione chiara: trasformare la curiosità in competenza. In un mondo che corre verso la sostenibilità, crediamo che l'autonomia energetica non debba essere un lusso per pochi, ma una possibilità concreta per chiunque voglia imparare a costruire il proprio futuro. Cosa facciamo? Non siamo la solita scuola di teoria. Qui ci si sporca le mani (in sicurezza!). Il nostro cuore pulsante è il Corso Pratico di Fotovoltaico Fai Da Te, dove insegniamo a progettare, assemblare e gestire piccoli e medi impianti solari. Perché scegliere la nostra Scuola? Approccio Pratico: Dimentica le slide infinite. Passiamo subito all'azione con pannelli, inverter, tester e strutture di fissaggio. Risparmio Reale: Imparare a installare correttamente un modulo fotovoltaico significa abbattere i costi di manodopera e ottimizzare l'efficienza della tua casa. Sostenibilità Consapevole: Ti aiutiamo a capire come funziona davvero l'energia pulita, rendendoti parte attiva della transizione ecologica. Sicurezza al Primo Posto: Il "fai da te" non deve essere "fai a caso". Insegniamo le normative vigenti e le procedure di sicurezza elettrica per lavorare senza rischi. A chi ci rivolgiamo? Dallo hobbista che vuole alimentare il capanno degli attrezzi, al proprietario di casa che sogna di ridurre la bolletta, fino a chi desidera semplicemente capire come funziona la tecnologia che sta cambiando il mondo. "Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

18 dicembre 2012

21 DICEMBRE 2012 La profezia maya e il Codice di Dresda - NEW


21 DICEMBRE 2012 La profezia maya e il Codice di Dresda

 Tratto da:http://2012ladistruzione.blogspot.it/2009/11/la-profezia-maya-e-il-codice-di-dresda.html

Sappiamo poco di come i Maya immaginassero la fine del mondo. Gran parte della colpa è da imputarsi alla distruzione operata dagli invasori spagnoli, bramosi di affermare la loro identità culturale e la loro supremazia, e di cancellare, desiderio condiviso da molti invasori, ogni traccia che fosse altro da sé. Un'altra parte della colpa è da imputarsi al fatto che i Grandi Maya erano già scomparsi da secoli nel momento dell'invasione. E poi, naturalmente, c'è il contributo del tempo, che molto cancella ma che molto straordinariamente traghetta e consegna.
Quello che sappiamo per certo è che i Maya conferivano una grande importanza alla fine di ogni età.
La loro cosmologia prevedeva 5 grandi ere cosmiche, ognuna della durata di 5125 anni. Ogni era ha visto l'ascesa, lo sviluppo e il declino di una diversa razza.
Quattro ere sono già trascorse, concludendosi in grandi cataclismi: l'era dell'Acqua, l'era dell'Aria, l'era del Fuoco, l'era della Terra.
La quinta, l'era dell'Oro, quella in cui vivevano i Maya e quella nella quale viviamo e vivremo noi, ancora per pochissimo tempo, è l'ultima era di 5125 anni: è iniziata nel3113 a.C. e terminerà nel 2012 d.C.

Per fine del mondo, i Maya quindi intendono la fine della quinta era.
La loro.
La nostra.
Il Lungo Computo ci dice che l'età dell'Oro terminerà al volgere del baktun 12, nel giorno del solstizio d'inverno, quando il Sole sarà allineato con il centro della Via Lattea, un evento molto raro che si verifica ogni 25.625 anni.
Ogni cinque ere del mondo.
Contemporaneamente, in quello stesso giorno, si verificherà un altro evento rarissimo, che si ripete ogni 25.920 anni: la Terra terminerà un giro precessionale completo intorno al suo asse, nel giorno in cui l'età dell'Oro volgerà al suo termine.
Che cosa succederà allora? Grandi cataclismi segneranno la fine della quinta era come avevano già in passato segnato la fine delle ere precedenti?

La risposta sembra essere nel Codice di Dresda, uno dei quattro codici maya sopravvissuti alla furia distruttiva spagnola.
In esso troviamo delle immagini emblematiche: dalle fauci di un drago fuoriescono zampilli d'acqua, una vecchia dea manda sulla Terra un'inondazione; la Terra è al buio, l'oscurità vince la luce.

In questi anni le acque dei nostri ghiacciai si stanno sciogliendo a ritmi preoccupanti e poi ancora il grande tsunami del 26 dicembre 2004 in Indonesia e la catastrofe di New Orleans del 2005, quando l'uragano Katrina ha distrutto migliaia di case e provocato centinaia di morti.
Il 21 dicembre del 2012 l'età dell'Oro si chiuderà sotto la violenza di una serie di inondazioni?
Siamo solo all'inizio dei mutamenti climatici che porteranno a degli sconvolgimenti su scala planetaria?
E' forse questa la profezia dei Maya?
I Maya hanno definito gli ultimi 20 anni del Lungo Computo "il tempo del non tempo", un periodo nel quale non è né giorno né notte, nel quale l'odio e la paura prevalgono. E fin qua si potrebbe in qualche modo essere d'accordo con loro.
Eppure la fine di questa era rappresentava per loro anche una possibilità, una possibilità di rinascita perché ogni ciclo che finisce lascia spazio al successivo.
E' importante a questo punto stabilire un ulteriore parallelismo: il nostro calendario, il calendario gregoriano, ha come punto di riferimento la venuta al mondo di un grande uomo, Gesù, la cui nascita segna l'anno zero; il calendario maya regola il suo andamento prendendo come suo parametro l'universo, qualcosa che trascende l'uomo ma che lo contiene anche. Ciò che è catastrofico nella visione del singolo può non esserlo in una visione più ampia.
Per comprendere la profezia maya in modo corretto è necessario portarsi dentro questa prospettiva.

Narra il Popol Vuh che la linea nera della Via Lattea rappresenta l'entrata dell'aldilà. Ed è esattamente con quella zona della galassia che il Sole e la Terra si allineeranno il 21 dicembre 2012.
Questo raro allineamento, che abbiamo visto essere tanto importante per i Maya al punto da fissarne la data e scolpirne la memoria perché attraversasse il lungo e faticoso cammino dei secoli, è fondamentale come è fondamentale tutto ciò che appartiene alle nostre più profonde radici.
Irrinunciabile come il ricordo di una casa lontana.
E così, lentamente, quella che ci è apparsa finora come una meravigliosa ma inspiegabile ossessione, comincia ad assumere contorni definiti.

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