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"Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

Scuola del Fai Da Te: L’Energia nelle Tue Mani La Scuola del Fai Da Te nasce con una missione chiara: trasformare la curiosità in competenza. In un mondo che corre verso la sostenibilità, crediamo che l'autonomia energetica non debba essere un lusso per pochi, ma una possibilità concreta per chiunque voglia imparare a costruire il proprio futuro. Cosa facciamo? Non siamo la solita scuola di teoria. Qui ci si sporca le mani (in sicurezza!). Il nostro cuore pulsante è il Corso Pratico di Fotovoltaico Fai Da Te, dove insegniamo a progettare, assemblare e gestire piccoli e medi impianti solari. Perché scegliere la nostra Scuola? Approccio Pratico: Dimentica le slide infinite. Passiamo subito all'azione con pannelli, inverter, tester e strutture di fissaggio. Risparmio Reale: Imparare a installare correttamente un modulo fotovoltaico significa abbattere i costi di manodopera e ottimizzare l'efficienza della tua casa. Sostenibilità Consapevole: Ti aiutiamo a capire come funziona davvero l'energia pulita, rendendoti parte attiva della transizione ecologica. Sicurezza al Primo Posto: Il "fai da te" non deve essere "fai a caso". Insegniamo le normative vigenti e le procedure di sicurezza elettrica per lavorare senza rischi. A chi ci rivolgiamo? Dallo hobbista che vuole alimentare il capanno degli attrezzi, al proprietario di casa che sogna di ridurre la bolletta, fino a chi desidera semplicemente capire come funziona la tecnologia che sta cambiando il mondo. "Il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo. Magari partendo da un pannello sul tetto."

19 aprile 2013

Nuove malattie: la Sensibilità Chimica Multipla non si vede ma c'è


Nuove malattie: la Sensibilità Chimica Multipla

Sempre più persone sono colpite da una malattia di origini ambientali, la SCM che, tuttavia, è ancora poco riconosciuta

C’è una patologia “ambientale” emergente e poco conosciuta: è la Sensibilità Chimica Multipla, caratterizzata da sintomi eclatanti e che, tuttavia, fino qualche tempo fa non era riconosciuta come tale. Oggi, inizia a emergere in tutta la sua evidenza e impatto sulla vita delle persone colpite
Spesso ci sono malattie che passano nell’ombra.
Un po’ perché se ne parla poco – o non se ne parla proprio – o perché non si sono ancora guadagnate l’onore di essere classificate come vere e proprie patologie.
Poi, accade che a seguito di casi eclatanti, emergano improvvisamente – e allora s’inizia a parlarne.
E’ il caso di Daniela Vitolo, 29 anni, che ottiene l’attenzione dei media perché soffre di Sensibilità Chimica Multipla (SCM), una sindrome infiammatoria tossica somigliante a un’allergia, ma che può rendere la vita di tutti i giorni un inferno. Per Daniela, e quelli come lei, svolgere le più banali attività quotidiane diventa un calvario: si debbono limitare i contatti persino con parenti e amici. E l’ambiente in cui si vive – quello in cui vive la maggior parte delle persone – è per loro altamente nocivo.

La SCM può essere definita una malattia “ambientale”, caratterizzata da quella che è stata la tendenza negli ultimi 40-50 anni di utilizzare in modo esagerato e spesso sconsiderato sostanze potenzialmente nocive quali insetticidi, pesticidi, conservanti, coloranti, ftalati, solventi, metalli pesanti… solo per citarne alcune.
Come se non bastasse, a minare la salute di tutti noi, ci sono anche il particolato (o polveri sottili da inquinamento), le muffe, gli OGM, l’elettrosmog e via dicendo.
Queste sostanze, spesso mascherate nelle nostre case o nei prodotti che quotidianamente usiamo, causano diversi problemi in che ne viene a contatto: tra questi allergie, dermatiti, asma e problemi respiratori o gastroenterologici – accompagnati anche da una facilità all’affaticamento, una tendenza alle infezioni, alle cefalee, alle vertigini… Sintomi ai quali spesso non si riesce a dare un nome, perché la Sensibilità Chimica Multipla, come la maggior parte delle patologie di origine ambientale, non è riconosciuta dal SSN come vera e propria malattia invalidante.

Purtroppo, di pari passo con la scarsa attitudine al riconoscimento della patologia, si associa una mancata preparazione rispetto a questo tipo di problematiche da parte degli specialisti e i medici di base i quali, loro malgrado, non riescono a reperire le necessarie informazioni affinché si possa riconoscere dai sintomi la presenza di questa malattia: quando infatti i sintomi sono così vari e molteplici, il medico (in mancanza di una formazione specifica) non riesce più a inquadrare il paziente e in molti casi tende a classificarlo come “stressato”, “isterico” o addirittura “psichiatrico”.

In verità, quando ci si trovi di fronte a una realtà multifattoriale e in cui i vari cofattori cambiano da paziente a paziente, si dovrebbe avviare una ricerca approfondita per andare a scoprire tutte le possibili cause ed eliminarle, per quanto possibile, dall’ambiente in cui il paziente si muove e vive ogni giorno – come spiega il dr. Antonio Maria Pasciuto, Presidente ASSIMAS - Associazione Italiana di Medicina Ambientale e Salute.
Altra azione fondamentale consiste nel rinforzare i meccanismi di difesa: lavorare quindi in direzione di un aumento di attività del sistema immunitario, in modo che possa reagire adeguatamente; favorendo inoltre l’attività degli emuntori (fegato, rene) in maniera da smaltire meglio le sostanze di scarto: a volte anche mediante una corretta alimentazione, stili di vita appropriati, attività fisica idonea ecc.

Oggi sono disponibili molti test di laboratorio per verificare se nell’organismo siano presenti sostanze nocive, tossiche o cancerogene; per vedere se queste innescano anche reazioni di tipo allergico; per stabilire se ci sono muffe e per misurare la presenza di elettrosmog.
Si possono inoltre analizzare gli ambienti indoor per verificare la presenza di sostanze volatili nocive (PCP, PCB, formaldeide, solventi eccetera), ma la vera sfida è riuscire a dare un nome a patologie spesso difficili da individuare a causa di una mancanza di informazione e formazione specifica da parte degli operatori sanitari.

Per formare i medici in Medicina Ambientale Clinica e per fare cultura sui temi che legano salute e ambiente è recentemente nata ASSIMAS,  che intende informare il pubblico e i cittadini sui rischi legati all’uso di certe sostanze “invisibili” e fornire ai medici strumenti e conoscenze concrete per formulare diagnosi e percorsi terapeutici che tengano finalmente conto del “fattore Ambiente”.
Proprio a gennaio 2013 prende il via il corso post-dell’ASSIMAS dedicato a neolaureati,  specialisti e medici di famiglia che vogliono approfondire e sviluppare competenze in Medicina Ambientale Clinica.

Info più dettagliate sul sito www.assimas.it 

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